La pelletteria prosegue il suo recupero post-pandemia

12 Ottobre 2022

Un primo semestre 2022 positivo per il settore della pelletteria che, come afferma il Centro Studi di Confindustria Moda, con un’analisi per Assopellettieri, vede ottime dinamiche in tutte le principali variabili congiunturali, segnando la prosecuzione del consolidamento post-pandemia. Dati favorevoli soprattutto sotto il punto di vista dell’export che ha superato i livelli del 2019 del +5,1% (in valore).

È, però, di una situazione molto disomogenea tra le imprese del comparto: accanto ai grandi brand internazionali del lusso è presente un gran numero di realtà di dimensioni più ridotte (l’80% del totale ha meno di dieci dipendenti).

Nei primi sei mesi, l’indice Istat della produzione industriale, sotto la voce “Fabbricazione di articoli da viaggio e di pelletteria”, segna un +12,4% sullo stesso periodo del 2021, restando, però, ancora in negativo (-11,6%) rispetto al 2019. Si tratta comunque di ottimi risultati e di un ulteriore passo verso la “normalità” se si pensa al crollo del 2020 per via delle restrizioni (-44,9%) e del rimbalzo dell’anno successivo (+42,7%).

Questo andamento vede conferma anche all’interno dell’indagine di Confindustria Moda: nei primi sei mesi del 2022 ha registrato un incremento tendenziale medio del fatturato pari al +15%. Nonostante tante aziende (il 59%), già nel secondo trimestre abbiano sperimentato una crescita, molte altre a oggi non hanno ripianato le perdite subìte durante la pandemia.

Metà delle pelletterie prese in considerazione, infatti, ha dichiarato ricavi ancora inferiori a quelli di gennaio-giugno 2019, mentre per il 23% del panel risultano addirittura “molto inferiori”.

Un’immagine di Franco Gabbrielli, presidente di Assopellettieri

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