Con un network italiano di clienti che annovera i più importanti player del settore Fashion & Luxury, Deloitte aiuta a trasformare la visione strategica delle aziende in soluzioni innovative a supporto dei loro obiettivi di business. In questo modo, la società punta a modellare la “nuova economia della moda e del lusso”. E, da una costola del gruppo, nel 2018 è stata istituita Officine Innovazioni che, grazie alle diverse competenze dei suoi oltre 70 dipendenti, offre a clienti privati e pubblici servizi end-to-end. Queste soluzioni nascono dalla necessità del mercato attuale, in particolare quello del fashion, di adattarsi ai continui cambiamenti. Un esempio concreto di queste “best practice” sono gli XTech Accelerator, e più nello specifico il FashionTech Accelerator Platform. Quest’ultimo mira a promuovere il cambiamento all’interno e all’esterno delle realtà, unendo il know-how aziendale con soluzioni innovative e, a volte, anche disruptive.
Del programma FashionTech Acceleration ne abbiamo parlato con Marco Perrone, head of Open Innovation di Deloitte Officine Innovazione.
Cos’è FashionTech Acceleration Platform?
Il FashionTech Accelerator Platform (FATA Platform) è un programma di Open Innovation, pilot e business driven, nato con l’obiettivo di soddisfare i bisogni di innovazione e crescita più strategici per le aziende partner dell’iniziativa, identificando startup e scaleup internazionali, pronte a mettere le loro competenze a sistema per co-creare soluzioni industriali da portare sul mercato. Il programma si inserisce all’interno del panorama degli XTech Accelerator di Deloitte, ovvero Corporate Accelerator che abbracciano il paradigma dell’Open Innovation per favorire lo sviluppo e l’adozione di nuovi prodotti/servizi e più in generale soluzioni innovative all’interno delle corporate e aziende partner, facendo leva sul capitale umano e tecnologico di startup e scaleup (e PMI innovative) internazionali. Gli Acceleratori XTech sono ormai elemento chiave e consolidato dell’offerta di Deloitte Officine Innovazione, e sono divenuti un prezioso facilitatore di scambio di saperi, tecnologie e know-how, volto a coniugare la visione e le idee di start-up emergenti con le risorse e le competenze fornite dalle realtà imprenditoriali e scientifiche più affermate. Il progetto, sul modello degli altri acceleratori già promossi da Deloitte come ad esempio il Foodtech Accelerator, l’Health&Biotech Accelerator e GreenHydrogenTech Accelerator, avrà il suo centro in Italia ma prevede un raggio d’azione internazionale per l’identificazione delle migliori startup e scaleup che porteranno innovazione nella catena del valore del comparto Moda e Lusso. Dopo il forte periodo di crisi e sfida per le realtà del settore, Deloitte vuole supportare l’evoluzione e la crescita del comparto Moda attraverso la creazione del FashionTech Accelerator Platform, con la partecipazione congiunta di player dell’ecosistema dell’innovazione, del settore della comunicazione, di aziende Tech, startup/scaleup internazionali, ma soprattutto player importanti rappresentativi della value chain del settore Fashion&Luxury.
Da dove nasce l’idea di sviluppare tale progetto? Come può promuovere una trasformazione del settore?
Da anni Deloitte lavora attivamente per favorire l’adozione di best practice in ambito innovation, aiutando i suoi clienti ad aprirsi al mondo dell’innovazione e quindi a “cavalcare il cambiamento”, senza snaturare l’anima distintiva dell’azienda ma favorendo approcci alternativi tesi a colmare gap culturali, tecnologici e sociali che, a causa del fermento e della velocità di cambiamento del settore, le aziende alcune volte non riescono a prevedere o addirittura ad accettare. Un esempio concreto sono gli XTech Accelerator, e nello specifico il FashionTech Accelerator Platform. Il FATA Platform è un progetto che vuole promuovere l’innovazione all’interno dell’azienda (e anche all’esterno), coinvolgendo il forte Know-how aziendale dei corporate partner su tematiche distintive del settore, integrandole con soluzioni innovative (e alcune volte “disruptive”). È fondamentale mettere a fattor comune competenze e conoscenze eterogenee per dare soluzioni più tempestive, condividendo costi e rischi. Questo concetto è promosso dall’adozione del paradigma dell’open innovation che favorisce il trasferimento di conoscenza tra aree tecnologiche o l’implementazione di una stessa tecnologia per applicazioni diverse. Questo approccio di “apertura” da parte delle corporate verso il mondo dell’innovazione favorisce una trasformazione radicale nei meccanismi aziendali che, a seconda dei casi e delle applicazioni, porta migliorie sotto diversi punti di vista, siano esse di processo, di mercato, di posizionamento ma soprattutto economico finanziario. Di conseguenza a livello macro, l’applicazione di processi d’innovazione aperta favorisce una crescita esponenziale del settore, abbandonando pratiche obsolete e introducendo nel mercato nuove soluzioni e capitale umano distintive del comparto Fashion&Luxury internazionale.
Quante e quali sono le sue fasi?
Il programma prevede un processo strutturato della durata di 12 mesi, articolato in 4 fasi:
- La prima fase comprende la definizione dei need, ovvero i bisogni perseguiti dalle corporate in linea con le strategie di crescita aziendale. Sulla base di trend tecnologici, sociali ed economici che stanno impattando il settore, le corporate vengono stimolate al confronto e all’ identificazione delle sfide/problemi a cui devono dare una risposta per non mancare opportunità di business;
- Seconda fase, identificati e razionalizzati i diversi bisogni delle corporate partecipanti all’acceleratore, si attiva uno scouting internazionale teso a scovare le migliori startup/scaleup che offrono soluzioni innovative concrete in risposta ai need prioritari delle corporate partner;
- Terza fase è la selezione da parte delle corporate del migliore “match” con le startup/scaleup trovate, per definire un progetto congiunto da sviluppare nella fase di accelerazione (quarta fase);
- Quarta e ultima fase è lo sviluppo di un progetto pilota attraverso l’applicazione della soluzione innovativa all’interno di un processo aziendale o direttamente sul mercato, tramite un co-sviluppo tra startup/scaleup e corporate partner
Come viene applicato lo stakeholder engagement in un’iniziativa come questa?
Dal punto di vista dell’engagement delle corporate, l’obiettivo e quello di identificare realtà rappresentative sull’intera value chain del settore Fashion&Luxury, che abbiano l’interesse e l’ambizione di mettersi in gioco per avere un ruolo da game changer. Attraverso metodologie proprietarie, in momenti di confronto e brainstorming, vengono identificati bisogni, ruolo e obiettivi delle corporate partner dell’acceleratore. Fondamentale è la partecipazione attiva di media e technical partner, di Università e centri di ricerca che con le proprie competenze e autorevolezza nei rispettivi ambiti, sostengono il lavoro e la qualità dei risultati dell’acceleratore. Se invece ci concentriamo sullo startup/scaleup scouting, ci focalizziamo sui KPI che le corporate hanno definito essenziali. Tali KPI possono essere di diversa natura: l’attenzione viene posta su quelle realtà capaci di garantire l’accelerazione sotto un profilo strutturale e dimensionale (a livello di capitale umano, tecnologia e proattività di sviluppo) capace di soddisfare i need identificati dalle corporate, concretizzandosi in soluzioni innovative da portare sul mercato. Grazie a un consolidato ecosistema internazionale, attraverso roadshow fisici e digitali, Deloitte è in grado di attrarre le startup/scaleup nazionali e internazionali target più rappresentative.
Che tipologia di partner entrano in gioco?
Il successo XTech Accelerator di Deloitte è una conferma della necessità di rendere quanto più strutturale possibile la collaborazione tra industria, università, Istituzioni, superando i confini delle singole realtà aziendali/istituzionali, in una logica di Ecosistema di Innovazione e di libero Trasferimento Tecnologico, volti a massimizzare i benefici dell’Open Innovation. In questo senso la natura dei partner dell’iniziativa può e deve essere molteplice, perché ogni partner ha un interesse, e di conseguenza ruolo, ben preciso. Parlando di eterogeneità del partenariato, si fa riferimento a:
- Corporate Partner: sono i protagonisti del programma. Sono le aziende espressione dei tanti segmenti della value chain di settore che definisco sfide di programma e i temi sui quali, attraverso lo startup scouting, verrà attivata l’accelerazione di realtà internazionali disruptive che co-creeranno con loro uno o più piloti da portare sul mercato.
- Supporting Partner: sono quei partner che garantiscono, per definizione, il supporto necessario alla buona riuscita del programma e quindi: università, centri di ricerca, Tech Corporate, VC e Media partner.
- Institutional Partner: sono quelle entità pubblico-private facenti parte dell’ecosistema di settore che, forti del loro riconosciuto posizionamento giocano un ruolo essenziale nella definizione dei Trend di cambiamento e che quindi, facilitano un supporto concreto agli stakeholder del progetto.
di Valeria Oneto e Sara Fumagallo