Materiali next gen: mercato da 2 miliardi di dollari entro il ’26

29 Aprile 2022

Sia per l’industria moda che per quella automobilistica e per la casa, i materiali di origine animale, in particolare la pelle, sono ampiamente utilizzati.

La loro produzione, però, porta a un peggioramento ambientale e a un conseguente rischio per la salute pubblica, per non parlare dei trattamenti crudeli verso gli animali presi in considerazione.

A tal proposito, risulta fondamentale studiare alternative responsabili in termini green e di nuova generazione per offrire un prodotto con ottime performance ed estetica.

È stato quindi redatto un report dall’organizzazione no profit Material Innovation Initiative sullo stato del settore nel 2021.

Negli ultimi otto anni il numero di innovatori è aumentato arrivando a un totale di 95 aziende, tra cui 67 specializzate sulla biomimetica della pelle animale, 12 sulla seta, sette sulla lana, sette sulla pelliccia, sei sul piumino e uno su pelli esotiche. E 55 di queste realtà sono nate dopo il 2014, mentre 10 dopo la pandemia di Covid-19.

È logico, quindi, che con l’incremento delle società che si impegnano in quest’ambito, aumentano e si diversificano, a loro volta, anche le tecnologie alla base dei materiali di nuova generazione.

Tutto ebbe inizio dalle piante, o dai loro simili, ma ultimamente le nuove aziende stanno utilizzando micelio e derivati ​​​​da microbi per creare la loro alternativa alla pelle animale.

Nel 2015, in questo campo, sono stati investiti 2,3 miliardi di dollari e, rispetto al 2020, il 2021 ha visto raddoppiare i suoi investimenti.

Se si continua di questo passo, entro il 2026 si stima che la dimensione del mercato all’ingrosso globale per i materiali di nuova generazione sarà di circa 2,2 miliardi di dollari, rappresentando una quota del 3% di un mercato di oltre 70 miliardi di dollari.

Le maison e i brand fashion

La moda, è ovvio, si fa sentire a riguardo e infatti sempre più marchi dicono no all’utilizzo di alcuni materiali.

Per esempio Burberry, Gucci e Prada hanno vietato la pelliccia, mentre Chanel, Diane von Furstenberg e Gelso non usano molte pelli esotiche.

Dolce & Gabbana si conferma contro pelliccia e angora, mentre Valentino ha annunciato il suo piano che prevede di eliminare completamente l’uso della pelliccia.

Il canadese Canada Goose annuncia di voler diventare fur-free e Moncler punta a presentare l’ultima collezione con pelliccia con la FW 23.

Anche Kering, gruppo alla guida di Gucci, Yves Saint Laurent, Alexander McQueen e Balenciaga, sta vietando l’uso di pellicce animali entro l’autunno 2022. E ancora, il gruppo PVH, che possiede Calvin Klein e Tommy Hilfiger, nega l’angora e pelli esotiche.

Infine, LVMH e Hermès risultano preoccupati per il benessere degli animali decidendo di portare la produzione di pelli esotiche sotto il loro controllo. Infatti, è proprio l’azienda francese di pelletteria di lusso che ha scelto di collaborare con MycoWorks, start-up con sede in California fondata nel 2013, per dar vita a una nuova generazione di pelle di micelio.

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