Il lusso è un settore resiliente e capace di adattarsi

28 Aprile 2022
In evidenza un’immagine della boutique di Louis Vuitton a Forte dei Marmi

È stato redatto da Savills un report che fa il punto sul mercato globale del lusso dopo gli effetti della pandemia.

Si nota come, questo, risulta un settore resiliente e capace di adattarsi anche in situazioni di criticità come quelle causate dalla crisi da Covid-19.

Tra i tanti punti, si evidenzia la preferenza dei marchi di aprire nuovi store in Cina, una ripresa dei viaggi internazionali nel ’22 e si vede quali sono i Paesi fondamentali per i negozi luxury e quali quelli in maggiore incremento.

La Cina sul podio

Come osserva Bain & Company, l’incapacità dei consumatori cinesi di viaggiare ha portato al loro Paese un conseguente incremento delle vendite di beni di lusso, pari al 21% su scala mondiale.

E proprio i marchi luxury hanno prediletto la Cina per gli opening delle loro nuove boutique che, rispetto al 2019, evidenziano un incremento del +55% a livello globale.

Al contrario, relativamente alle inaugurazioni avvenute nel ‘21 rispetto al ’19, l’Europa vede un calo dal 35% al 14%. Risultato dato dal significativo calo del turismo internazionale.

E ancora, il Nord America registra una percentuale pari al 14%, in down rispetto ai livelli pre pandemia e il Medio Oriente evidenzia aperture simili, se non uguali, rispetto a due anni fa (3%).

“Vediamo un enorme potenziale di vendita al dettaglio in Hainan che, come l’isola, dovrebbe diventare un porto di libero scambio entro il 2025. Le sue vendite totali esentasse sono salite a 9,4 miliardi di dollari (60 miliardi RMB) nel 2021, fino a un +84% anno su anno. Il lusso risulta suscettibile nell’entrare nel mercato ‘travel retail’. Abbiamo notato, anche, che ci sono stati nuovi luxury opening all’interno di stazioni sciistiche di alta gamma, come quella di Fendi a Changbaishan e Burberry a Songhua”, commenta Nick Bradstreet, head of Asia Pacific Retail.

Le grandi maison del lusso e gli accessible luxury brand

LVMH, Kering e Richemont hanno continuato nella loro espansione, rappresentando nel 2021 il 41% dei nuovi opening a livello globale (+33% sul 2019).

I marchi di lusso accessibile sono stati per anni in grande espansione. Un trend che, però, lo scorso anno ha visto un cambiamento (in negativo), registrando una diminuzione delle nuove aperture dal 36% al 31%, rispetto al 2019.

Infatti, si nota come in alcune regioni ci sia stato un forte aumento del dominio dell’ultra-lusso: in Medio Oriente hanno rappresentato il 92%.

Nel 2021 i fashion luxury brand hanno rappresentato il 57% di tutte le nuove aperture, su scala globale, mostrando una leggera contrazione rispetto al periodo pre pandemico (59%).

“Il mercato del lusso post-Covid negli Stati Uniti è stato potenziato nel 2021 da un aumento della spesa locale e questo ha facilitato nuove aperture di negozi di lusso. Tuttavia, a differenza degli anni passati, molti luxury brand sono più propensi all’opening di nuovi store fuori dai centri commerciali”, afferma Janie French, vice president of business development, SRS Real Estate Partners.

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