Assomoda: l’unione fa la forza

28 Aprile 2022
In evidenza un’immagine di Micam X

Nata nel 1969, e amministrata da Confcommercio, Assomoda è la storica associazione di agenti e distributori che lavorano nel settore del fashion e dello sport.

Un punto di riferimento autorevole, quindi, che ha il compito di svolgere la funzione di rappresentanza e tutela, proponendosi come interlocutore per tutti quei designer, aziende e operatori che caratterizzano questa filiera.

Risulta quindi fondamentale per l’associazione dar vita a eventi, iniziative e manifestazioni fieristiche con l’obiettivo ultimo di migliorare e valorizzare la professionalità e l’immagine dei soci.

Ne abbiamo parlato con Maurizio Governa, presidente di Assomoda.

Maurizio Governa, presidente di Assomoda

Ci parli brevemente di Assomoda.

Oggi è la più importante associazione di intermediazione italiana che riunisce agenti e distributori che operano nel settore moda e sport. Nei primi Anni ‘70 ha dato vita a “MilanoVendeModa” che ha aperto la strada ai primi showroom in Italia e al prêt-à-porter. Nel 2010 si è poi unita ad AAISS, associazione degli agenti e distributori sport. Possiede, inoltre, un dipartimento indirizzato al mercato internazionale, Best Showroom, e una divisione che riunisce stilisti emergenti, DEA. Infine, presenta delle sedi regionali denominate Moda & Sport, le più importanti in Lombardia e Piemonte, e ha anche recapiti a Barcellona e Londra.

Com’è arrivato a diventarne il presidente?

Ho iniziato a occuparmi di associazionismo subito dopo la laurea in economia industriale. Nel 1991 fui nominato presidente dell’allora ANRAAS, che nel 1999 venne trasformata in AAISS andando a incorporare anche lo sportswear. In quegli anni ero anche consigliere nazionale di FNAARC. Nel 2000 fui promotore di un progetto che permise la realizzazione di un network di fiere organizzato dagli agenti su tutto il Paese, “Italia Moda Sport”, che terminò nel 2005.  Nel 2010 supportai quindi l’unione dell’associazione ad Assomoda, ne divenni vicepresidente e presidente della regionale Moda & Sport Lombardia. Lo scorso anno, nel 2021, sono poi stato eletto presidente nazionale dell’associazione.

Quali sono i punti principali sui quali sta lavorando l’associazione?

Molte sono le tematiche sulle quali il nuovo consiglio direttivo sta svolgendo la propria attività. Tra le più importanti la formazione degli agenti, che passa dall’attività didattica delle scuole professionali alla possibilità di plasmare i nuovi agenti direttamente all’interno dei nostri showroom. La richiesta al Governo verte sulla necessità di essere aiutati sia nel supporto pratico finanziario sia nello snellimento della parte burocratica e di tassazione di tutte le start-up, che rimane una delle difficoltà principali per tutto il mondo giovane che desidera avvicinarsi alla nostra professione. La digitalizzazione riveste poi una necessità e anche su questo campo vogliamo offrire i migliori servizi e collaborazioni. Gli AEC stanno per essere rivisti e quindi cerchiamo di far sentire anche le nostre richieste attraverso delegati che sono inseriti nei consigli direttivi delle principali Federazioni Sindacali. Le fiere di settore, i campionari, il mercato internazionale, i costi della gestione del lavoro e molto altro, sono tutti argomenti sui quali stiamo intensamente lavorando. Non dimentichiamo comunque tutti servizi di consulenza sindacale, fiscale, contrattualistica che possiamo offrire ai nostri soci comprendendo anche numerosissime convenzioni legate alla nostra professione.

Come viene giudicata la vostra attività? E che attenzione vi riserva il Governo?

Purtroppo, spesso, l’attività degli agenti non viene considerata con la giusta attenzione e nemmeno valorizzata come una vera attività imprenditoriale. Noi facciamo impresa esattamente come le altre due componenti della filiera, cioè negozi e aziende. Il Governo nel 2021 ha deciso di sentire anche la nostra voce e ha invitato Assomoda al “Tavolo della moda”, come unica associazione a rappresentare il mondo dell’intermediazione del fashion e dello sport. Abbiamo presentato quindi al Ministero dello Sviluppo Economico una memoria che riassume tutte le nostre rivendicazioni e una visione di come prospettiamo il futuro di questa filiera.

Come vede il futuro di Assomoda?

In modo molto semplice, seguendo quella che è sempre stata la regola principale, cioè che “l’unione fa la forza”. Solo con l’unione ci si può autorevolmente indicare come rappresentanti di una categoria. Infatti, Assomoda ha siglato degli importanti protocolli d’intesa con alcune storiche e nuove associazioni, NIAM, con le quali vogliamo collaborare nel futuro al fine di rappresentare il maggior numero di agenzie e distributori della moda e dello sport.

Cosa ne pensa delle fiere?

Anche se il supporto digitale diventerà sempre più indispensabile, noi siamo convinti sostenitori delle fiere fisiche e pensiamo debbano continuare a svolgere la propria attività di presentazione di nuovi progetti e collezioni. A testimonianza di ciò nel corso dell’ultimo anno abbiamo quindi partecipato alle fiere più importanti dell’abbigliamento, come Pitti e della calzatura, come Micam. Per lo sport siamo sempre in stretta collaborazione con ISPO.

Quali saranno i prossimi appuntamenti?

A novembre, presso la nostra sede milanese in Corso Venezia, organizzeremo un importante convegno che coinvolgerà i principali esponenti della filiera. Tutti, aziende, negozi e agenti, sono invitati a partecipare.

di Cristiano Zanni

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