“A causa dell’attuale situazione non ci è possibile completare qualsiasi ordine nel suo Paese. L’adempimento di tutti gli ordini è stato sospeso fino ad aggiornamenti futuri”. Queste sono le parole che si leggono sui siti di Net-a-porter e Yoox rivolte ai propri clienti russi. E anche Farfetch informa che “potrebbero esserci dei problemi con la spedizione degli ordini e i resi in Russia”.
Le aziende internazionali che lavorano nel settore del luxury fashion lavoreranno per mettere in sicurezza i propri dipendenti sospendendo, dove necessario, gli esercizi. Per esempio Prada ha chiuso tutti i suoi negozi sul territorio.
L’impatto sul lusso, secondo recenti stime, sarà verosimilmente limitato in quanto sia Russia che Ucraina – sul totale – rappresentano circa il 4/5% ma l’effetto domino sull’economia mondiale potrebbe essere significativo.
Come si legge sul BOF, Luca Solca, analista dei beni di lusso di Sanford C. Bernstein, dichiara che “l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia potrebbe essere accolta da una rigida reazione economica da parte degli Stati Uniti e dell’UE. Le sanzioni potrebbero innescare un ulteriore aumento dei costi energetici e dell’inflazione che potrebbe comportare una crescita più lenta del PIL globale o addirittura una recessione globale”.
E Zuzanna Pusz, responsabile dei beni di lusso europei presso UBS, continua: “l’aumento della volatilità del mercato azionario e dell’incertezza geopolitica potrebbero rappresentare un rischio a breve termine per il sentimento più ampio dei consumatori, in particolare per i beni di lusso di fascia alta, anche se è difficile giudicare in questa fase”.
La maggiore preoccupazione dei mercati deriva principalmente dall’impatto economico che la guerra avrà sull’Eurozona.
Di fatto la situazione non era già delle migliori causa pandemia da Covid-19: con la riduzione del turismo internazionale le vendite di lusso in Europa hanno subito un calo del -19% rispetto al 2019. Le vendite ai clienti locali, però, sono aumentate con una percentuale tra il +15 e +20%.
La crisi ucraina rischia di interrompere questa ripresa.