Nell’immagine in evidenza, a partire da sinistra: Francesco Martorella, Luca Sburlati e Fulvio Botto
“Se l’Italia ha ancora una possibilità, quella risiede in una filiera che rappresenti un modus operandi che piaccia al mondo intero, e che sia responsabile”. Queste le parole che Luca Sburlati, ceo del Gruppo Pattern, utilizza per raccontarci del percorso che, da sempre, la società quotata ha deciso di intraprendere.
E, in merito al primo Polo Italiano della Progettazione del Lusso che coinvolge aziende di eccellenza italiana nel campo della progettazione del lusso, Pattern ha concluso nel 2021 alcune importanti operazioni. Come l’acquisto di un aggiuntivo 29% di SMT S.r.l. e l’acquisizione del 54% di Idee Partners S.r.l.
Azioni che hanno permesso al gruppo di ottenere un’ottima performance di crescita del fatturato ritornando così in linea con i livelli pre-Covid e confermando ulteriormente la validità della strategia del suo sviluppo. Gli investimenti al 31 dicembre 2021 infatti risultano pari a 8,8 milioni di euro – in aumento rispetto ai 5,2 milioni del 31 dicembre 2020. Mentre la posizione finanziaria netta risulta positiva per 2,7 milioni del ’21, rispetto a positivi 8,8 milioni del ’20.
Come si legge nel comunicato ufficiale, inoltre Pattern “ha firmato il contratto di compravendita per l’acquisto del compendio immobiliare in cui ha sede Roscini Atelier, sito a Spello (PG) e già detenuto da Pattern in locazione, dedicato alla progettazione e modellistica delle linee donna alto di gamma. Il prezzo della compravendita è pari a 2 milioni di euro e include, oltre a un unico edificio di circa 5.000 mq, anche l’impianto fotovoltaico a oggi presente e operativo“.
“Nel 2016, insieme a Francesco Martorella e Fulvio Botto, fondatori e azionisti di maggioranza di Pattern, ci siamo resi conto di come il nostro mondo, quello di chi si occupa di progettazione e produzione per i grandi brand del lusso, fosse iper parcellizzato e ciò era un rischio per la filiera, oltre che per queste stesse aziende. Inoltre noi eravamo molto focalizzati sull’outerwear uomo. Fu proprio in quegli anni che nacquero importanti opportunità di crescita in merito ad altre categorie di prodotto”, dichiara Sburlati. Sì, perché il Polo vuole convogliare aziende che siano predisposte a lavorare in nome di ricerca e innovazione oltre che a essere votate a una sostenibilità reale e non di facciata.

E prosegue spiegandoci dei vari step intrapresi dall’azienda: “Nel 2017 si è concretizzata l’acquisizione di Roscini Atelier, vicino a Perugia, specializzato nel womenswear. Poi la quotazione in borsa che ci ha permesso di investire i proventi nell’acquisto della maggioranza di Società Manifattura Tessile. Per coinvolgere poi IdeePartners, azienda di Scandicci specializzata sull’accessorio e la pelletteria. E infine il maglificio Zanni nel 2022, tramite Società Manifattura Tessile. Un’intuizione questa che ci ha permesso di proporre capi ibridi e acquisire competenze trasversali”. “Le nostre aree operative Piemonte, Romagna, Toscana e Umbria e, da pochissimi giorni, una piccola unità in Puglia che abbiamo inaugurato, ci permettono così di essere un’azienda multiregionale. Le eccellenze italiane sono sul territorio, sui distretti e per questo vanno rinvigoriti, ripristinati e sostenuti”.