Dopo un 2020 in negativo, la moda maschile italiana nel 2021 torna positivo con il commercio estero. Secondo i dati ISTAT, da gennaio a luglio 2021 l’export subisce un incremento del +16,4%, per un totale di oltre 3,8 miliardi di euro, mentre l’import cresce del +1,7%.
Rispetto allo stesso periodo del 2020, sia le aree UE (+25,4%) che extra UE (+9,9%) si sono dimostrate favorevoli per il comparto, evidenziando rispettivamente una quota del 45,1% e 54,9%, sull’export totale di settore
Il primo mercato del menswear made in Italy risulta la Svizzera (+16,6%), seguita da Germania (+24,8%) e Francia (+29,7%), mentre gli USA (+5,6%) risultano quarti in classifica, con un andamento positivo ma nettamente a rilento rispetto ai primi tre. Al quinto posto si trova la Cina (+81,3%) e, rimanendo sempre in Asia, anche la Corea del Sud registra un incremento (+37,1%).
Al contrario, il Regno Unito (-27,7%) rimane in negativo, insieme a Giappone (-4,5%) e Hong Kong (-2,1%).
Altri Paesi come Spagna, Paesi Bassi, Russia, Belgio, Polonia e Austria chiudono i primi sette mesi del 2021 con un incremento compreso tra il +73,9% e il +10,7%.
Per quanto riguarda, invece, lo stesso periodo ma dell’anno 2019 (pre-pandemia) le vendite di moda uomo sono inferiori del -10,8% (464,7 milioni di euro). Svizzera, Germania, Francia e Corea del Sud superano quei valori ma, al contrario, USA, Regno Unito, Spagna e Giappone non hanno ancora risanato il gap. Mentre, per la Cina l’export risulta superiore di 60,5 milioni rispetto a quello del periodo gennaio – luglio 2021 e Hong Kong presenta livelli inferiori di oltre 80 milioni.
Una nota ufficiale afferma inoltre che “relativamente alle importazioni, da gennaio a luglio, la moda maschile assiste a flessioni da Bangladesh (-6,3%), Cina (-20,9%) – compensati da un aumento di Paesi Bassi (+24,8%) – e Romania (-5,6%). Di contro, cresce l’import proveniente dalla Francia (+34,8%) e dalla Spagna (+23,9%), oltre che da Tunisia e Turchia”.