Le fiere italiane ripartono grazie a business e ristori

9 Novembre 2021

“Negli ultimi due mesi il settore fieristico italiano è ripartito con numeri importanti, che vanno oltre le più rosee aspettative. Il 70% delle 335 manifestazioni, di cui 172 internazionali, previste da settembre a fine anno, si sono svolte in assoluta sicurezza pur con una notevole presenza di pubblico e soprattutto di operatori del business. A questo si aggiunge la forte accelerazione data dalle istituzioni sul fronte dei ristori, che Aefi considera fondamentali per la sopravvivenza di un asset strategico del made in Italy. Un dialogo, quello con le istituzioni, che non è mai mancato e che oggi trova risposte determinanti per il futuro”, afferma Maurizio Danese, presidente Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane).

Secondo quanto pubblicato dal ministero del Turismo, il plafond – che deroga i limiti previsti sugli aiuti di Stato per il settore degli eventi – ammonta a 350 milioni di euro, di cui 130 milioni per le fiere italiane.

Tra i principali beneficiari Fiera Milano, BolognaFiere, Italian Exhibition Group e Veronafiere. Sono i quattro maggiori operatori italiani, che caratterizzano il 70% del fatturato del settore (che sommano ristori per oltre 50 milioni di euro).

Si aggiungono poi i contributi stanziati durante il periodo pandemico del 2020 a sostegno del “quartiere Italia”, riferiti al ministero degli Affari esteri (Maeci), Simest e ministero della Cultura per 40 milioni di euro.

Per quanto riguarda l’assegnazione dei contributi, 331 sono i player fieristici – in tutta Italia – ammessi al ristoro e rimangono da erogare i fondi per le perdite 2021, contemplate nei decreti “sostegni” e “sostegni bis”, per 150 milioni di euro.

In fase più avanzata sono sicuramente i contributi Maeci e Simest, con 250 milioni di euro a fondo perduto e già operativi.

“Una deroga fortemente richiesta dal comparto e attuata dal ministro Massimo Garavaglia per salvare la competitività del sistema fieristico e delle imprese impegnate nell’internazionalizzazione”, conclude il presidente.

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