Confindustria Moda comunica i dati congiunturali di Assopellettieri confermando un trend “fortemente negativo”.
L’emergenza sanitaria, si legge nel documento, ha intaccato profondamente i livelli della domanda sia interna che internazionale. Nel panorama nazionale, gli acquisti anche successivamente alla riapertura dei negozi sono stati più contenuti a causa dell’incertezza e della perdita di potere di acquisto delle famiglie; per quanto riguarda l’estero il commercio mondiale è stato sensibilmente rallentato.
Alcuni dati
ITALIA
Nonostante l’incremento dell’e-commerce la domanda interna resta debole, benché ad agosto, per la prima volta dopo il lockdown, l’indice Istat delle vendite al dettaglio “pelletteria e calzature” si sia avvicinato ai livelli del 2019, registrando un -0,4%. Alla battuta d’arresto registrata nel bimestre marzo-aprile per la chiusura dei negozi imposta dalle misure restrittive contenute nei Dpcm, ha fatto seguito un trend delle vendite ancora molto penalizzante nei mesi successivi: -35,1% in maggio e cali attorno al -17% a giugno e luglio. Il cumulato dei primi otto mesi registra una flessione del -26,7%. Ad impattare sulle vendite in Italia, soprattutto per i prodotti di fascia alta, si aggiunge poi il crollo del turismo.
ESTERO
Sul fronte estero i dati del mese di luglio non registrano significativi cambiamenti rispetto al primo semestre, evidenziando cali in valore superiori al -20% su luglio 2019, sia per import che per export.
EXPORT
Un marcato arretramento per i primi sette mesi dell’anno corrente per quanto riguarda l’export e questo coinvolge sia il valore, -29,1% sull’analogo periodo 2019, che i kg,-23,9%. In calo del 6,8% il prezzo medio al kg, segno inequivocabile che la battuta d’arresto ha interessato, oltre alla fascia media, anche le vendite del lusso, in genere più resilienti alle fluttuazioni economiche. L’export è così tornato sui livelli dei primi sette mesi del 2017, “bruciando” repentinamente gran parte del marcato incremento conseguito nel triennio 2016-2019 (+58% in valore). Nei kg, il risultato attuale è superiore solo alle quantità fortemente penalizzanti dei primi sette mesi del 2009, in piena crisi economica mondiale.
Tutte le principali tipologie merceologiche presentano flessioni importanti e così l’analisi per destinazione evidenzia arretramenti in quantità e valore per quasi tutti i mercati
IMPORT
Tra gennaio e luglio l’import di pelletteria registrava valori pari a 1,6 miliardi di euro, tuttavia la frenata è stata brusca e prossima al -21% con un trend simile anche nei kg. La Cina, primo fornitore per volumi con una quota di poco inferiore al 55% sul totale, mostra un arretramento del -30,7% in valore (-35,3% nei kg).
NATI-MORTALITÀ AZENDALE
Le cifre riguardanti l’argomento sono ferme al primo semestre dell’anno e questo non permette una reale fotografia del panorama aziendale. I dati di Infocamere Movimprese registrano infatti a fine giugno un saldo di -69 unità nel numero di imprese attive della pelletteria a raffronto con fine dicembre, tra industria e artigianato (pari al -1,5%). Cifre destinate a peggiorare notevolmente nei prossimi mesi, quando cominceranno a essere conteggiate nei registri camerali le realtà che non sono riuscite a superare le difficoltà che le imprese hanno dovuto fronteggiare.