È del 30 ottobre scorso la lettera che lo stilista Carlo Pignatelli ha fatto recapitare al Presidente Conte. Parole in cui si legge l’urgente richiesta di un supporto anche al comparto cerimonie e wedding che, recita la nota, “genera un indotto economico compresi abiti, accessori, fiori per gli addobbi, fotografi, catering e non solo, di circa 10 miliardi di euro, con una spesa media per matrimonio tra i 20 mila e i 40 mila euro. (dati i.stat e Assoeventi)”.
Lo stilista-imprenditore constata come le cerimonie in Italia abbiano un ruolo strategico “e i numeri parlando chiaro, con circa 220 mila funzioni all’anno, a cui si aggiungono le circa 9.000 celebrate da cittadini esteri che scelgono il Bel Paese come meta per il loro giorno più importante”.
E prosegue “alla luce dell’ultimo Decreto a Sua firma ci attendiamo che tale indotto economico possa subire una perdita molto grave, fino al probabile collasso dell’intero comparto, tra l’altro già provato fortemente dai mesi complicati appena trascorsi a causa di una crisi senza precedenti. Si tratterebbe di mettere a serio rischio una filiera che rappresenta un unicum a livello europeo, con la perdita di occupazione e conseguente disagio sociale per migliaia di artigiani e lavoratori, molti di questi del Mezzogiorno, dove di fatto avvengono le fasi più importanti della confezione degli abiti”.
Conclude poi la lettera proponendosi come esperto del settore e mette a disposizione la propria competenza. “Chiedo anche la possibilità di un confronto sui futuri provvedimenti inerenti il mondo delle cerimonie, mondo che conosco da oltre 50 anni. Sarei molto onorato di poter mettere a disposizione degli enti governativi la mia esperienza per poter dare suggerimenti utili per la stesura di protocolli volti alla corretta e sicura celebrazione e festeggiamento dei matrimoni”.