Ora che il periodo di lockdown è alle spalle per molti negozi è il momento di riaprire le porte per provare a tornare a una situazione di normalità. Ne abbiamo parlato con Enrico Fanelli di Maison Operative. Un estratto dell’intervista è stato pubblicato sull’ultimo numero di HUB Style Magazine, che potete consultare in versione digitale Qui.
Dal momento della riapertura avete notato un cambiamento nelle abitudini dei vostri clienti? Quanto tempo pensate potrà servire perché si possa tornare a un’esperienza di acquisto “normale”?
Da subito abbiamo percepito una forte voglia di ritornare alle consuetudini, anche se c’era ben poco di normale. Questa nuova situazione ha colto tutti noi impreparati, ci ha portato a escogitare innovazioni per cercare di essere quanto più vicini ai nostri clienti e di mantenere lo standard che riteniamo sia giusto nell’esperienza di vendita che proponiamo. Abbiamo introdotto quindi un servizio di personal shopping su prenotazione, al fine di regolamentare gli ingressi in-store e di offrire una experience personalizzata al cliente, che sicuramente abbiamo ritrovato un po’ spaesato. Inoltre abbiamo promosso la consegna gratuita a domicilio in giornata nella nostra città. Questo per quanto riguarda lo shop fisico, mentre per l’online abbiamo cercato di garantire massimo supporto anche oltre gli orari di apertura del punto vendita fisico. Sicuramente ora ci auguriamo, come tutti, di ritornare quanto prima a quella percezione di normalità e sicurezza a cui siamo abituati. Siamo comunque fortunati in quanto il nostro pubblico e la nostra community sono molto giovani e ci aiutano a credere in quello che facciamo giorno dopo giorno.
Come si è evoluto, invece, il vostro rapporto con i clienti? L’impossibilità di avere un contatto diretto per “raccontare” il prodotto ha condizionato la vendita?
Questo non troppo per fortuna, o meglio, abbiamo cercato di mantenere la nostra indole di meridionali e l’accoglienza tipica della gente del sud verso chiunque abbia scelto di venirci a trovare, cercando di far notare il meno possibile la differenza rispetto alla vecchia normalità. Il tutto affiancato dalle dovute e necessarie precauzioni e misure di sicurezza che abbiamo deciso scrupolosamente di osservare per lavorare in un ambiente idoneo e per trasmettere al cliente la sensazione di essere al sicuro. Sono state fatte sanificazioni prima e dopo la riapertura oltre a quelle quotidiane. Abbiamo dotato entrambi i piani del negozio di igienizzanti mani, mascherine per i clienti e adattato il nostro ambiente alle nuove esigenze di sicurezza.

Come sono cambiati i ruoli di e-commerce e social media durante il lockdown? Quali sono stati i vantaggi dell’attività online una volta riaperto il punto vendita fisico?
Sicuramente ci siamo dati da fare e abbiamo accelerato sulla comunicazione social, essendo rimasta la nostra unica vetrina per la gente locale e per il resto del mondo. Abbiamo cercato di trasmettere la nostra presenza in maniera costante proponendo quello che non si poteva toccare con mano. Ed è stato un modo per sperimentare e rafforzare strategie, dato che trasmettere la nostra idea e la nostra vision a chi non può essere qui con noi è la sfida a cui siamo sottoposti quotidianamente con il mercato internazionale. Abbiamo offerto un supporto costante e ad ampio raggio durante la giornata tramite i nostri canali social, che tuttora rimangono sempre assolutamente attivi e operativi al massimo. Fortunatamente, con il recente lancio del nuovo e-commerce abbiamo potuto puntare durante il lockdown su questo progetto in cui abbiamo investito molto.
Avete ricevuto supporto da parte dei brand durante gli ultimi mesi? Quali attività sono state organizzate?
Un fattore importante è stato quello di non poter partecipare alle varie Fashion Week nazionali e internazionali che sono di solito un’occasione per poter prender parte in maniera attiva alla scelta delle varie collezioni. Questo ci ha portato a un percorso digitale del procedimento di conoscenza, scelta e decisione delle varie collezioni. In questo i brand ci hanno aiutato molto facendosi trovare preparati, chi più chi meno, a questa nuova dinamica e sapendoci consigliare e dettagliare tutto al meglio. È stata un po’ penalizzata invece l’immediatezza che caratterizza ormai questo mondo e la velocità che deve contraddistinguere ogni store nel proporre le nuove collezioni, a causa di ritardi nelle consegne e nelle produzioni da parte di alcuni brand, soprattutto oltreoceano. Alcuni di questi hanno dovuto addirittura cancellare l’intera stagione e fermare le produzioni a causa della forte emergenza sanitaria. Auguriamo a tutti sicuramente, chi ha subito maggiormente questa tragedia e chi ha saputo difendersi meglio, di ritornare a quella tanto bramata normalità quanto prima.