ACBC chiude il 2023 a 15 milioni di fatturato e prevede un’ulteriore crescita. Parla Gio Giacobbe

16 Luglio 2024
In evidenza un’immagine della collaborazione ACBC x MAX&Co.

La società BCorp e circular science company italiana, ACBC, ha chiuso il bilancio annuale del 2023 con un EBITDA a 3,1 milioni di euro (in crescita del 55% rispetto lo scorso anno). Nel 2024 il marchio punta a una crescita del fatturato in double digit rispetto al 2023 e si pone come obiettivo quello di raggiungere i 10 milioni di euro di EBITDA nei prossimi 3 anni.

“Anche l’attività di ricerca e rviluppo in fatto di sostenibilità continuerà a crescere: il budget di investimento per il nuovo anno si aggirerà attorno al milione di euro e si aggiungerà ai già 7 milioni di euro investiti dalla fondazione dell’azienda”, dichiara Gio Giacobbe, ceo e co-founder di ACBC.

Gli ultimi anni sono stati di fondamentale importanza per il brand. ACBC, infatti, ha firmato nuove collaborazioni nel panorama internazionale del fashion system – tra cui Chloé, Missoni, Diadora, Pinko, MSGM, Piquadro, Garmont, Baldinini, Coccinelle, Alexander Smith – e attualmente supporta più di 70 organizzazioni.

La partnership ACBC x Garmont

Previsioni ottimiste

L’azienda è pronta a un passo importante. Con un business fortemente orientato al supporto concreto di riduzione di CO2 verso clienti terzi, la realtà punta a conquistare anche il mercato orientale grazie alla nuova partnership strategica in Asia con RTG Consulting Group, società di consulenza aziendale con uffici a Shanghai, Singapore e Parigi.

“RTG è un partner ideale per ACBC in Asia e siamo entusiasti di vedere fino a che punto questa collaborazione potrà arrivare. La sinergia tra il nostro impegno per la sostenibilità e la vasta esperienza di RTG nel mercato asiatico aprirà senza dubbio nuove strade per la crescita e l’innovazione”, prosegue Gio Giacobbe.

Grazie a oltre 20 anni di esperienza nei settori del lusso e premium, RTG Consulting Group detiene una profonda conoscenza del consumatore asiatico e una vasta competenza in consulenza strategica e brand marketing in Cina e nella regione Asia-Pacifico. La società di consulenza ha lavorato con clienti in settori quali moda, orologi e gioielli, ospitalità, vino e liquori, sia nel settore dei consumatori sia in quello manifatturiero.

“Per i marchi del lusso e premium, l’impegno per la sostenibilità sta diventando sempre più cruciale. Siamo lieti di unire la nostra competenza in Asia alla profonda conoscenza di ACBC in materia di pratiche sostenibili per aiutare i nostri clienti non solo a soddisfare, ma anche a superare le crescenti aspettative in materia di responsabilità ambientale e sociale”, ha aggiunto Angelito Perez Tan, Jr., ceo e co-fondatore di RTG Group Asia, la società madre di RTG Consulting Group.

Di questo e molto altro ne abbiamo parlato con Gio Giacobbe, ceo e co-founder di ACBC.

Qual è stato l’andamento del 2023 in termini di performance e fatturato? Ha rispecchiato le vostre aspettative?

Sicuramente ha rispettato le nostre aspettative. Abbiamo avuto una fortissima crescita in termini di marginalità e in linea con il piano perché fondamentalmente ACBC, spingendo e puntando molto sul tema della consulenza di sostenibilità (il nostro obiettivo è cambiare l’1% di mercato) vuol dire che dobbiamo supportare maggiormente tutte le aziende possibili nel mercato per questa transizione green. Questo ci ha permesso di aumentare la marginalità. In termini di fatturato, il Gruppo ha chiuso l’anno passato a 15 milioni, in crescita rispetto al 2022 del 3%.

Come sono andati i primi mesi del 2024? Prevedete di chiudere l’anno in crescita rispetto al 2023?

Noi prevediamo nel 2024 una forte crescita perché il 2023 per noi è stato un anno in cui, come detto, ci siamo estremamente focalizzati sulla marginalità e sul tema della consulenza. Questo ci porterà nel 2024 a sfiorare, probabilmente, i 20 milioni (circa +30% rispetto al 2023), aumentare il numero di servizi e sfondare i 4 milioni di EBITDA.

Parlaci della nuova filiale a Singapore in partnership con RTG Consulting Group.

La mia esperienza asiatica è molto forte. Ho vissuto sei anni in Asia sviluppando il mercato per brand italiani e quindi l’attenzione verso la sostenibilità in questo Continente è forte almeno tanto quanto l’Europa. Quindi per guardare al futuro e impattare ancora di più, bisogna anche agire su quella parte del mondo e non solo lato brand. Bisogna tener conto che la produzione in Asia conta circa l’80% sul totale mondiale.

ACBC è “pioniere della sostenibilità” nel settore della moda. Nell’ultimo periodo ci sono state delle iniziative particolari in merito alle tematiche di responsabilità?

Noi cerchiamo di sensibilizzare il mondo della moda prevalentemente attraverso le collaborazioni. L’ultima, che secondo me è la più bella perchè diamo un contributo sul tema della sostenibilità anche durante le Olimpiadi 2024, è quella con ERREÀ. La partnership prevede la realizzazione delle divise della squadra italiana di volley, maschile e femminile, in maniera carbon neutral ovvero a basso impatto rispetto ambientale rispetto a una divisa tradizionale. Un’iniziativa che da il via a una serie di sinergie non solo in ambito calzature e borse ma anche abbigliamento. La collab più divertente, che è uscita circa due settimane fa, è quella con il Gruppo Unilever, nello specifico con il marchio Cif. Questo progetto ha visto un’unione interessante per promuovere la sostenibilità in vari ambiti e in maniera diversa per toccare le corde del consumatore finale. Abbiamo, poi, realizzato collaborazioni con Rossignol, Boss, Garmont, Lotto, Chloé e molti altri. Sicuramente a livello di partnership abbiamo fatto e stiamo facendo molto anche se, purtroppo, siamo ancora allo 0.2% di convertito: quindi per arrivare all’1% ci vuole ancora tanto. Ce la stiamo mettendo tutta.

La collaborazione con ERREÀ in occasione delle Olimpiadi 2024 di Parigi

Negli ultimi anni sono state parecchie le collaborazioni in ambito moda. Ne farete altre? Se sì, con chi?

Sì, assolutamente. Sempre nell’ottica della sensibilizzazione sul tema sostenibilità, faremo una collaborazione con P448 che è un brand di radici italiane ma comprato da una proprietà americana. Faremo altre collab con marchi italiani: uno tra questi è Momoni. Ricordo, inoltre, la sinergia con Alexander Smith che ha raggiunto dei grossi volumi e una penetrazione sul mercato veramente importante. Ci sarà una partnership anche con un famoso brand tedesco. Abbiamo veramente tante novità e collab da lanciare tra il 2024 e il 2025, per ricordare che non si tratta solo di una moda ma di un modo d’essere.

Avete in mente di quotarvi in borsa?

La direzione è sicuramente la quotazione in borsa ma, dati i mercati, non riusciremo a farla nel 2024. Punteremo un po’ più avanti a farlo e a crescere ulteriormente. Siamo una start-up “atipica”: il nostro percorso è iniziato nel 2018 e il primo bilancio è stato chiuso a oltre 1 milione di fatturato, oggi siamo a 15 milioni e stiamo puntando ai 20 milioni. Siamo sempre riusciti a crescere di anno in anno senza mai chiudere in perdita. Questa è una tematica abbastanza singolare per una startup, soprattutto quando si trattano temi delicati come la sostenibilità. Il nostro motto è “Be Responsible Don’t Be Sustainable” perché essere responsabili abbraccia veramente tutti gli ambiti che un buon imprenditore dovrebbe “toccare”.

Ci sono in vista delle novità che vuoi raccontarci?

Come dice il nostro acronimo, “Anything Can Be Changed”. Noi siamo partiti da una scarpa modulare per fare advisory quindi vogliamo sicuramente approcciare altri settori perché la sostenibilità, anche grazie alla comunità europea, è un tema che devono affrontare tutti. Probabilmente a fine 2024 cambieremo ufficio perché il numero di persone sta aumentando, raggiungeremo un organico vicino alle 50 persone, e poi l’apertura di Singapore è già un grande passo per la nostra start-up.

di Sara Fumagallo e Valeria Oneto

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