Pantofola D’Oro svela la nuova SS 25. Intervista al ceo Kim Williams

14 Giugno 2024

Pantofola D’Oro, il rinomato brand di lusso made in Italy fondato nel 1886 ad Ascoli Piceno e famoso per la produzione di calzature da calcio di alta qualità, introduce la sua nuova spring summer 2025, ispirata al movimento inglese dei casuals.

La collezione reinterpreta il terrace wear dei primi Anni ’80 con uno stile unico, essenziale e contemporaneo, mai visto prima, attraverso tre modelli di sneaker: Superstar, Legend e Terrace. La proposta include anche una capsule di abbigliamento in maglia di altissima qualità, con volumi ampi e cotoni pregiati. Tra questi spiccano il Crew neck sweater, la Tracksuit, la Polo a manica lunga e la Football jersey a manica corta ispirata agli Anni ’70, la gemma della collezione.

Con questa SS 25, l’azienda conferma il suo impegno nell’unire tradizione e innovazione, offrendo capi che rappresentano il perfetto equilibrio tra eleganza sportiva e comfort di lusso. Durante la kermesse fiorentina, abbiamo avuto l’occasione di parlare delle novità e le prospettive future del marchio Pantofola D’Oro con il ceo Kim Williams.

Kim Williams

Dopo l’apertura del negozio di New York, quali sono le vostre prospettive?

L’iniziativa su New York è molto forte. Il negozio lo abbiamo aperto adesso, tra l’altro in un immobile di pregio di Ferragamo, in cui prima c’era Zegna. Noi abbiamo fatto una collaborazione a 360 gradi con questo americano, Wayne Cogin, che ha comprato P448. Li stiamo gestendo, gli diamo una mano importante sulle produzioni e quindi a New York abbiamo preso insieme questo stabilimento: io ho un piano e lui ne ha un altro. Stiamo facendo delle sinergie, perché secondo me oggi le collaborazioni sono fondamentali perché ti permettono di creare un qualcosa di bello in tutti gli ambiti. A fine mese, invece, apriremo un pop-up a Venice Beach.

L’idea è quella di sbarcare negli Stati Uniti in modo strutturato?

Gli Stati Uniti sono un mercato molto difficile, però questo è un primo passo: potendo comunicarlo, dando visibilità sicuramente è importante. Poi questo progetto del custom made che stiamo facendo lo faremo in Italia con una decina di negozi di primo livello. Il risultato sarà una scarpa unica nel suo genere.

Avete realizzato anche dei prodotti a completamento di gamma?

Sì soprattutto perché ci è stato richiesto dal mercato asiatico: la sneaker sta stancando perciò noi cerchiamo di trovare qualcosa di diverso senza snaturare il nostro dna.

Come sono le performance all’estero?

Noi siamo presenti in quasi tutti i paesi, però oggi è fondamentale avere dei buoni rapporti con molti brand, e cercare di avere delle partnership. Una cosa non è facile ovviamente. Però abbiamo una storia di oltre di 120 anni, siamo un’azienda made in Italy e siamo l’unica realtà che fa ancora scarpe da calcio italiane, quindi riusciamo a bilanciare le cose.

Qual è stato l’andamento del 2023

Quest’anno abbiamo chiuso, come fatturato diretto, a 6 milioni, e poi abbiamo due licenze in Nord Europa e una in Corea che generano 9 milioni, quindi l’indotto è 15.

L’intenzione è di riuscire a crescere ancora con questa operazione negli Stati Uniti?

Il nostro obiettivo è fare il possibile fatto bene, perché oggi far fatturato non è difficile però i rischi sono veramente tanti: stanno saltando i grossi gruppi, quindi bisogna avere assicurazione e credito. Ogni mese ti tolgono dei nomi insospettabili e quindi bisogna monitorare tutto.

A livello di negozi in Italia, invece, come sta andando?

Noi abbiamo un negozio ad Ascoli. Finché non abbiamo la gamma con gli accessori e un po’ più di abbigliamento non ne apriremo altri perché un negozio solo di scarpe è molto complicato.

State pensando di fare un’estensione di gamma?

Ci stiamo pensando, però è anche vero che ognuno deve fare quello che è bravo a fare. Noi sappiamo fare le scarpe. Queste magliette sono dedicate alle squadre, alle città italiane, le abbiamo fatte ad hoc per il negozio di New York.

Quali sono, secondo te, le tendenze in ambito calzature?

Io sono tornato dall’Inghilterra l’altro giorno e ho notato che molte calzature che vendevano grandi volumi ora sono morte: come Alexander McQueen e Balenciaga. Oggi il fenomeno del momento è sicuramente adidas. Quindi linee più pulite e minimal, che oltretutto fanno parte del nostro dna.

di Cristiano Zanni

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