Recap Pitti 105: un ottimismo consapevole. Parola alle aziende

12 Gennaio 2024

Si chiudono i sipari della 105esima edizione di Pitti Uomo e, come ogni anno, proprio in occasione della kermesse, HUB Style Magazine seleziona alcuni brand presenti in Fortezza a cui dar voce, offrendo loro uno spazio in cui parlare liberamente in merito all’andamento della fiera. Qual è stato, dunque, il sentiment generale? Ne abbiamo parlato con nove realtà del settore.

La parola, adesso, passa alle aziende.

Le domande

  1. Qual è il sentiment di questo Pitti 105?
  2. Com’è cambiato il cliente in fiera negli ultimi anni?
  3. Avete in previsione di partecipare ad altre kermesse, sia in Italia che all’estero?
  4. Qual è il futuro di Pitti? Continuerà a essere una delle fiere più importanti del mondo moda?
  5. Qual è stato l’andamento del 2023 per il brand? Quanto ha fatturato?

KNT

Antonio De Matteis, amministratore delegato Kiton e presidente Pitti

  1. Abbiamo avuto un Pitti molto al di sopra delle aspettative,  con i primi due giorni super pieni. Con tanti ritorni di nomi importanti. Credo che, come sempre, il nostro settore nei momenti difficili e di incertezza sappia reagire molto bene. Incertezze forti, come guerre, costo del denaro alto, aumento del prezzo di energia. la moda ora viene vista non solo come sfilate, e anche il Governo ha capito che bisogna darle attenzione. E questo è uno dei segnali positivi da cogliere.
  2.  In questa edizione registriamo un aumento forte degli stranieri, sia sui clienti che sugli espositori (circa il 46%). Il cliente oggi è molto cambiato e insieme a lui sono cambiati gli espositori, ma anche il prodotto stesso che esponiamo. Se guardiamo il Pitti di 10 anni fa e lo confrontiamo con quello di oggi noteremo due mondi differenti. Guardi noi, KNT si lega all’arte. Noi, come Kiton, abbiamo rinnovato moltissimo, siamo cresciuti senza però perdere mai il nostro dna. Questo è il segreto. I nostri cambiamenti, come azienda, sono sempre dati dai cambiamenti dettati dai buyer. Che oggi hanno caratteristiche diverse, sono più esigenti. Il cliente uomo è diventato nelle sue richieste, molto più simile alla donna. Le ha ampliate verso più categorie e tipologie di guardaroba, non più solo classico. Possiamo definire il nostro cliente è un appassionato.
  3. No, KNT non parteciperà ad altre fiere.
  4. Pitti può essere definito il faro della moda maschile italiana nel mondo. Noi abbiamo una grandissima fortuna che non dobbiamo perdere, e sulla quale nelle ultime stagioni stiamo lavorando molto, ovvero che un buyer che arriva in Italia dall’estero, ha la possibilità di venire a Pitti e farsi un’idea su quello che succede, sulla novità e sulle realtà contemporanee e avere quindi una visione globale. In seguito poi può spostarsi a Milano, che è un momento di show e di acquisto. E quindi può, con un unico viaggio, coprire le due tappe importanti della moda italiana. Personalmente inoltre ho sempre visto Pitti, come una fiera che, oltre ad essere un punto di partenza, è un grandissimo punto di confronto tra l’imprenditore, il buyer e la stampa. È un momento dove tutti noi abbiamo la possibilità di dialogare, di scambiare idee e opinioni. Finita la fiera per noi si comincia a correre. E deve rimanere questo. Deve essere in grado di rinnovarsi, come sta facendo egregiamente. È un appuntamento irrinunciabile, una vetrina, un’occasione unica per le piccole-medie aziende che hanno la possibilità di incontrare circa 10 mila buyer in un unico posto.
  5. La nostra azienda è raddoppiata negli ultimi tre anni. Siamo molto contenti. Il 2023 è stato il nostro anno record, superiamo i 200 milioni, con un incremento del 26%. Per noi KNT è un laboratorio, che ci fa comprendere fin dove possiamo spingerci, che è partito nel 2018, che è stato accolto molto bene. È un grandissmo stimolo per noi per fare una collezione Kiton molto più vicina ai giovani.
Antonio De Matteis, amministratore delegato Kiton

Herno

Claudio Marenzi, presidente di Herno e Montura

  1. È stato un Pitti nella tradizione positiva, due giorni di lavoro pieno, con terzo giorno più tranquillo, come sempre. Con un grande entusiasmo e feedback positivo sulle collezioni. Con tante presenze anche straniere. Nonostante un mercato, a mio avviso, esageratamente conservativo e negativo. Rimaniamo tra le aziende più considerate del mercato che ci vede ancora vincenti in un momento complicato ma anche confuso per il futuro.
  2. Quello che è cambiato è l’atteggiamento del cliente. Chi viene in fiera è motivato e determinato. Guarda le collezioni con più attenzione, fa ragionamenti anche sulle stagioni successive. È un visitatore più proattivo e per noi più positivo e concreto.
  3. Oramai per la nostra organizzazione aziendale, diretta da Milano è capillare e arriva ovunque. E questo ci permette di considerare questa come l’unica fiera interessante per l’azienda
  4. Pitti non è più solo una fiera, è un vero meeting, dove la produzione, la distribuzione e la comunicazione si incontrano e fanno il punto della situazione. È un happening, ormai fondamentale per il settore moda. Dovrebbe essere sempre più compreso questo aspetto. È un momento importante dove è fondamentale esserci. Venire a Firenze a Pitti vuol dire essere nel luogo dove si fanno i ragionamenti del settore. Firenze, assieme a Milano, sono la fashion week italiana. Per me è i due appuntamenti sono parte di un tutt’uno. A Pitti c’è il momento di riflessione, poi si va a Milano dove invece c’è l’azione. Rappresentano entrambi la moda italiana.
  5. Siamo passati da 153 milioni del 2022 a 178 milioni milioni di euro del 2023, registrando un +18% rispetto all’anno precedente. Con un 65% donna rispetto al 35% uomo nelle vendite. E quest’anno pensiamo di sfiorare i 200 mila euro, crescendo di un ulteriore 10%.
Claudio Marenzi, presidente di Herno e Montura

Avant Toi

Sabrina Verrando, co-direttore creativo

  1. Abbiamo sentito delle buone vibrazioni, in sintesi diremmo: good vibes! C’è stata una forte affluenza di clienti ricercati, sia italiani che internazionali, e soprattutto interesse verso il prodotto.
  2. Ci sembra che i clienti vogliano tornare alla qualità, alle origini del prodotto, investendo in ricerca per poter proporre al cliente finale qualcosa di speciale. Siamo contenti di dire che vediamo una maggiore valorizzazione della cultura e del valore intrinseco del prodotto.
  3. Parteciperemo a White Show di Milano ed esporremo la nuova collezione nel nostro showroom monobrand milanese e nel temporary showroom di Parigi, nel cuore del Marais. Continueremo anche a presentare la collezione presso gli showroom dei nostri agenti a New York, Monaco e Dusseldorf, ma anche in Cina e Giappone.
  4. Pensiamo che Pitti continuerà a essere la fiera di riferimento per l’uomo. L’offerta e la selezione di brand che si vedono in questa fiera sono universalmente ricercati, e abbiamo visto un forte ritorno internazionale.
  5. Siamo contenti di annunciare che il fatturato 2023 ha superato il traguardo di 10 milioni, in crescita di circa il 10% rispetto al 2022.
Sabrina Verrando

Artcrafts International

Simone Ponziani, amministratore delegato

  1. Ci siamo approcciati al Pitti con l’aspettativa di fare bene, con un retro-pensiero di apprensione, la situazione geopolitica, le situazioni economiche. La realtà paga le attese, ma le attese portavano insieme anche un sentiment di preoccupazione, che invece si è rilevata non giustificata perché comunque c’è attenzione da parte dei nostri clienti, con dei dati migliori delle aspettative. La larga maggioranza dei player con cui ho parlato mi ha confermato questo trend positivo, si è verificato un adattamento alla realtà.
  2. C’è molta meno curiosità e molta più pianificazione e concretezza. Non è più la fiera in cui si va sperando che qualcosa succeda. Il cliente è molto determinato e sa cosa cerca.
  3. Parteciperemo a Who’s Next a Parigi, a Modefabriek ad Amsterdam.
  4. Sono convinto che il Pitti sia una delle fiere più importanti del settore moda. È importante creare un appuntamento per incontrarsi e confrontarsi. Una location unica che racchiuda questi confronti. È un momento per arricchire la proposta della filiera della moda in Italia.
  5. Abbiamo superato i 100 milioni, una crescita del 10%.
Simone Ponziani

Satorisan

Alejandro Monzo, ceo e founder

  1. Non ci possiamo lamentare ma il sentiment di questa nuova edizione di Pitti è un po’ più negativa rispetto a prima. Ci sono molti buyer italiani ma pochi stranieri, anche se abbiamo registrato l’arrivo di clienti dalla Germania, Francia, Belgio. I buyer dalla Spagna sono stati molto ridotti. L’Italia ha performato bene, come sempre a Pitti, ed è oltretutto uno dei nostri mercati principali.
  2. Non abbiamo notato troppe differenze rispetto al passato
  3. Sì, parteciperemo ad altre fiere. Saremo presenti a Who’s Next a Parigi e Micam a Milano, andremo anche a Düsseldorf.
  4. Ciò che mi sento di dire è che, qui al Cavaniglia, un tempo i brand erano molto più cool e selezionati ma ora noto una minore “qualità”. C’è un mix confuso di marchi: alcuni sono ok e altri meno. Mentre per ciò che riguarda gli altri padiglioni penso ci sia una migliore ricerca e coerenza. Uscendo dal discorso stand, sarebbe perfetto se ci fossero almeno per le edizioni invernali dei piatti caldi e non solo panini e focacce.
  5. Nel 2023 abbiamo registrato un incremento rispetto al 2022. Come ho accennato prima, l’Italia è tra i nostri migliori mercati e l’anno scorso siamo cresciuti in double-digit segnando un +80%.
Alejandro Monzo

Ecoalf

Javier Goyeneche, founder e presidente

  1. Penso che questa sia la migliore edizione della fiera degli ultimi anni, era da tempo che non vedevamo tutta questa gente presente. Sia il primo che il secondo giorno sono stati davvero intensi. Siamo davvero contenti.
  2. Il target dei clienti Ecoalf è abbastanza immutato nel tempo. In percentuale abbiamo un 50% donna e un 50% uomo, molto bilanciato, che varia di pochi punti percentuali. È vero però che con l’arrivo delle sneaker abbiamo ampliato la nostra audience, diventata più giovane, ma per il resto tutto rimane abbastanza simile.
  3. Abbiamo deciso di partecipare solo a Pitti per quest’anno. Per il passato siamo stati presenti anche al Premium e al Seek di Berlino, ma ad oggi riteniamo che la kermesse di Firenze, grazie alla sua internazionalità, sia davvero sufficiente per noi.
  4. Pitti rimane sempre una fantastica fiera internazionale, con grandi marchi, buyer e clienti. Qui creiamo uno spazio esperienziale ed educativo, dove presentare le nuove innovazioni in materia green. Perchè la moda non è solo apparire, ma anche fare ciò che è giusto.
  5. Abbiamo chiuso il 2023 ha chiuso con un fatturato di circa 60 milioni.

    Javier Goyeneche, founder e presidente di Ecoalf

Airon Moda

Massimo Bosso, ceo

  1. La sensazione di questa fiera è sicuramente positiva, rispetto alle passate edizioni abbiamo notato un cambio di passo e una maggiore affluenza. In generale possiamo dire che c’è stato un particolare interesse da parte di clienti molto importanti – sia esteri che italiani – per le nostre due nuove linee: Eskimo (nei capispalla) e Claq (nella maglieria). Anche Urban Ring, però, marchio rivolto a un pubblico più giovane, ha riscontrato ottimi feedback. Mentre Markup, che ormai è una realtà già consolidata e conosciuta sul mercato, ha avuto delle grandi conferme.
  2. Il cliente in questi ultimi anni è sicuramente cambiato. La fiera è diventata un appuntamento più per le pubbliche relazioni e meno per il business inteso come ordini. Il messaggio che arriva da tutti è il problema del clima troppo caldo, quindi molti chiedono la posticipazione del periodo dei saldi così da poter avere maggiore possibilità di vendere a prezzo pieno tutti i prodotti che nei mesi di novembre e dicembre sono rimasti invenduti a causa del clima.
  3. Sì, abbiamo in mente di partecipare ad altre fiere oltre a Pitti.
  4. Il Pitti sicuramente avrà un buon futuro anche se deve essere più attento a leggere i cambiamenti che stanno avvenendo intorno a noi. Purtroppo il Covid-19 ha recato gravi danni e dopo la pandemia, secondo me, c’è stato un abbassamento della qualità degli espositori. La kermesse dovrebbe attivarsi per far sì che ogni anno che passa diventi sempre più interessante e abbia un maggiore appeal per i buyer, e in generale i visitatori, da parte di tutto il mondo.
  5. Airon Moda ha chiuso il 2023 con un incremento di circa il 20%.
Massimo Bosso

Bob Company

Tommaso Bellini, ceo e founder

  1. A mio avviso c’è stata una maggiore affluenza nel mio stand, un po’ inaspettata rispetto alle previsioni meno ottimistiche perché dopo il Covid-19 la fiera è ripartita ma con tante defezioni. Perciò la paura, guardando anche i player più importanti, era che l’attenzione per la fiera venisse meno. In realtà risulta ancora molto interessante. Ciò che mi ha colpito è stato l’ottimismo, nonostante la stagione sia stata particolarmente delicata, inclusi il tempo, le vicissitudini e le incertezze a livello mondiale. Ho percepito molta energia e voglia di trovare delle soluzioni per migliorare, c’è molto fermento. Un sentiment più che positivo.
  2. Ho notato un’attenzione più forte al made in Italy: i nuovi clienti che si sono affacciati hanno espressamente richiesto un prodotto di questo tipo. Noi che da sempre produciamo in Italia, per questa edizione molti clienti hanno confermato i buoni dati di vendita del nostro prodotto sono stati in parte frutto del racconto di un prodotto made in Italy, che continua a essere sinonimo di qualità non solo per i clienti italiani ma anche per quelli esteri. Trovare un prodotto fatto in Italia a un prezzo giusto oggi costituisce veramente un plus.
  3. Fino al Covid-19 abbiamo partecipato al Premium di Berlino, e purtroppo è stata una fiera che non è riuscita a riprendere quell’appeal. Per il nostro target di clientela al momento non vedo alternative. Ho avuto un gran riscontro da parte della clientela europea, in particolar modo dalla Francia, Spagna, Olanda. L’Oriente, purtroppo, ancora poco ma è un mercato piuttosto importante per il nostro marchio. Abbiamo ridotto i prezzi per dimostrare ai nostri clienti che gli aumenti che ci sono stati delle materie prime non sono stati speculativi. Abbiamo parlato con i nostri fornitori per trovare un compromesso e degli accordi con tutta la catena produttiva, che vorremmo sottolineare essere tutta made in Italy, per trovare una soluzione. A mio avviso, piano piano, si sta assistendo a una limatura dei prezzi.
  4. Se un castello crolla, crolla tutto. La fiera per me rimane sempre il luogo giusto per parlare e mostrare i prodotti, il contatto diretto e fisico, vedere le cose con mano, è molto importante. Per un discorso di cambiamento delle stagioni a mio parere dovrebbe essere posticipata un pochino anche 10-15 giorni. Si dovrebbe essere ristrettivi anche sulla scelta dei brand da inserire. Per me è giusto fare la fiera distribuita su quattro giorni perchè i primi due c’è una maggiore affluenza mentre l’ultimo è sicuramente meno frequentato. È normale che diminuendo i giorni, di conseguenza, diminuisce anche l’affluenza. Trovo questa scelta molto coerente, soprattutto per i clienti esteri che hanno maggiore possibilità di osservare le collezioni. È una fiera fondamentale.
  5. Il 2023 si è chiuso in modo estremamente positivo. Probabilmente con un aumento del 15-20% rispetto al 2022.

Duno

Chris Wang, ceo

  1. Il sentiment è super positivo e potente.
  2. Il cliente sta cambiando, si sta adattando alla realtà e sta evolvendo. Abbiamo visto molti clienti, carichi ed entusiasti.
  3. Ci siamo concentrati su Pitti Uomo. Penso che questa fiera, la prima dell’anno, sia una vetrina importante e fondamentale.
  4. Mi sembra che pian piano il concept della fiera stia ritornando. Incontrare le persone è molto importante in un settore emozionale come il nostro.
  5. L’anno 2023 si è concluso con una crescita del 25%, con un +50% in Italia.
Chris Wang, ceo Duno

Suns Boards

Paolo Muccifora, creative director

  1. Io e la mia socia Lucia Blondi siamo molto soddisfatti di questo Pitti. Nonostante sia stata un’edizione piuttosto cauta, siamo andati bene. L’unica nota negativa è che abbiamo riscontrato una scarsità di player esteri importanti che solitamente sono presenti.
  2. Negli ultimi anni il cliente è cambiato molto. Notiamo una migliore attenzione nella selezione dei prodotti e il loro approccio è più business e meno “show”.
  3. Al giorno d’oggi, nel panorama europeo, non ci sono fiere che possono garantire un interessante numero di contatti con il cliente. Preferiamo investire su Suns Shop, negozi monomarca che diventano delle ambasciate permanenti con visibilità internazionale e che permettono, inoltre, un touch point di grande prestigio e personalità.
  4. Difficile prevedere nel medio termine un settore che cambia in breve termine.
  5. Per Suns l’andamento del 2023 è stato molto positivo. Abbiamo chiuso l’anno con un fatturato di 12 milioni di euro.
Lucia Blondi e Paolo Muccifora

A cura della Redazione

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