Secondo i dati analizzati da Istat, Istituto nazionale di statistica ed ente di ricerca pubblico nato nel 1926, le vendite al dettaglio registrano a novembre 2023 un segno positivo, rispetto allo stesso mese del 2022, ma con una crescita totalmente azzerata dall’inflazione.
Un incremento in valore dell’1,5% a cui coincide però una flessione in volume di 2,2 punti. Secondo le stime, un calo che corrisponde a circa 9 miliardi di euro di vendite effettive in meno in un anno, di cui 5 miliardi persi dalle piccole imprese.
In una nota l’Ufficio Economico Confesercenti dichiara: “Nonostante il rallentamento dell’inflazione registrato negli ultimi mesi, nel 2023 l’aumento dei prezzi ha continuato ad avere un impatto rilevante sulle vendite. Una situazione pesante soprattutto per le imprese che operano su piccole superfici, che in 11 mesi hanno registrato un crollo in volume che stimiamo in -6,5 punti e che, come sottolinea anche Istat, registrano il quinto calo mensile consecutivo”.
Un panorama incerto che da un lato provoca un respiro per le finanze delle famiglie, scaturito da una progressiva decelerazione dell’inflazione, provocando un sentiment di ottimismo e positività.
Dall’altro, per le imprese di distribuzione, in particolare per quelle di piccole dimensioni, la ripresa costituisce un vincolo molto concreto: le quote di mercato continuano ad assottigliarsi e ciò prevede sempre più una maggiore difficoltà di presenziare sul mercato.
Un clima incerto che descrive ancora uno stato dio criticità per la ripartenza dei consumi.