Assocalzaturifici: crescono fatturato (+3%) ed export (+3,2%)

4 Gennaio 2024

Il Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, ha rivelato la sua indagine inerente al comparto calzaturiero italiano. Il settore ha segnato una crescita nei primi nove mesi del 2023 analoga allo stesso periodo dell’anno precedente. Registrando un incremento del fatturato pari a +3% e dell’ export del +3,2%.

Tornano in negativo le paia vendute all’estero (-8,7% su gennaio-settembre 2022) come sul mercato italiano (-3,1%), con l’indice Istat della produzione industriale in flessione del -7,4%.

Il terzo trimestre si è chiuso con un -7,2% nelle vendite estere in valore (-12,3% in quantità) e con un -1,5% nella spesa delle famiglie italiane.

“Dopo una partenza molto positiva, il 2023 si è chiuso in frenata anche a causa dei forti aumenti nei costi che hanno inciso sulla marginalità delle imprese. Esaurito il rimbalzo post Covid, i ritmi di vendita hanno subìto un netto rallentamento che, innescatosi già in primavera, si è reso ancor più evidente nella terza frazione dell’anno. Un trend ampiamente previsto, non certo facilitato dall’incertezza indotta dal difficile contesto geopolitico internazionale in cui, alla guerra tra Russia e Ucraina, si è aggiunto il precipitare degli eventi in Medio Oriente, con rischio concreto di allargamento del conflitto oltre alla debolezza dell’economia in diverse importanti aree del mondo”, spiega Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici.

Nel report emerge come, tra i principali mercati esteri, pur cedendo il -6,1% in volume su gennaio-settembre 2022, sono cresciuti dell’ 8,5% in valore, mentre le destinazioni extra-UE mostrano un arretramento in quantità (-13,4%), accompagnato da un segno negativo anche in valore (-1,2%).

Accanto alla tenuta della Francia (+1% circa in volume e +17,1% in valore) si conferma la forte contrazione (-32,4% nelle paia e -22,5% in valore) dei flussi diretti in Svizzera.

Assocalzaturifici: un netto rallentamento

Sono peggiorate sensibilmente nel terzo trimestre (-20%) le vendite verso gli USA, che nei primi 9 mesi segnano -21,7% in quantità e -7,4% in valore, e la Germania (-16,6% nelle paia e stabile in valore). Sempre performante la Cina (+17,2% in volume e +12,2% in valore).

È proseguita la ripartenza di Russia e Ucraina (+40% e +88% in valore rispettivamente su gennaio-settembre 2022).

Sul fronte nazionale il 2023 ha visto crescere i flussi turistici, con positive ricadute sullo shopping. Gli acquisti di calzature delle famiglie italiane hanno evidenziato un andamento poco brillante, chiudendo i primi 9 mesi con segni negativi (sia nelle paia, -3,1%, che in spesa, -1,3%).

Infine, non si arresta il processo di selezione tra le aziende (-148 imprese, tra industria e artigianato, nei primi 9 mesi, pari al -3,9%). Segnali poco incoraggianti provengono dalla ripresa del ricorso alla CIG nella filiera pelle (+6,1%).

“Sono soddisfatta per queste misure che prevedono interventi di valorizzazione e promozione di asset strategici per il rilancio del Paese in termini economici ed occupazionali. In particolare la tutela delle filiere strategiche tramite il fondo sovrano per il Made in Italy e il sostegno alle fiere internazionali. Li ritengo due strumenti imprescindibili per valorizzare le PMI manifatturiere del nostro Paese e aumentarne la competitività sui mercati internazionali. Alla stregua del fondo per la transizione digitale che nel nostro caso è di rilievo anche per il contributo alla certificazione ambientale VCS. Inoltre plaudo all’aumento delle risorse destinate alla lotta per la contraffazione e all’Italian Sounding, due fenomeni deleteri per le nostre produzioni, e all’ulteriore proroga al 30 luglio 2024 della scadenza per presentare la domanda di riversamento spontaneo relativo al credito d’imposta R&S indebitamente percepito. Quest’ultimo è un tema spinoso che sta diventando insostenibile per le nostre aziende. È necessario quanto prima che venga approvato il decreto attuativo per la creazione degli albi dei certificatori accreditati per  definire in maniera chiara cosa sia davvero inseribile a livello di ricerca e sviluppo. L’unica soluzione per garantire chi ha operato nel rispetto delle regole”, commenta Ceolini, presidente di Assocalzaturifici.

Ti è piaciuto questo articolo?

Condividilo su

NEWSLETTER
Unisciti alle altre 40.000 persone Ricevi la nostra newsletter settimanale dove parliamo di sport, prodotto,
aziende e tutte le novità del mondo del Trade Sport
Iscriviti ora