Per riportare in vita una tradizione quasi persa Ecoalf 1.0, la capsule green e premium di Ecoalf, riprende l’antica tecnica della transumanza e la riporta in vita con “made in Slow”: un progetto nato per preservare e restaurare la tradizione dell’artigianalità con lana merino 100% proveniente dalla transumanza, appunto. Una tradizione per cui la Spagna si vanta e da cui è nata la lana merino che, purtroppo, è caduta in disuso ed è quasi scomparsa a causa dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione.
“Ritornare a questo processo unico, non solo riduce i processi industriali, ma aiuta a preservare la biodiversità”
Creare un legame più stretto con la natura
Le pecore percorrono fino a 800 km muovendosi da pascolo a pascolo, lasciando un impatto positivo lungo il cammino. Infatti, spostandosi mangiano le erbacce che possono far scatenare incendi, fertilizzano la terra con i loro escrementi e portano semi che rimangono incastrati nella loro lana. Portando vita in terre incolte.
E nel momento in cui le pecore sono pronte per spostarsi verso pascoli più freschi in estate vengono tosate in Estremadura e Leon. Successivamente, la lana viene portata ad Abejar – un villaggio vicino a Soria dove viene lavata e pettinata – e inviata in Catalogna per diventare filato tramite un processo meccanico che garantisce la morbidezza e l’alta qualità del filo.

Dopo di che viene spedita a Leon per essere lavorata a mano pezzo per pezzo. Così gli artigiani si riuniscono in piccoli villaggi fuori dalla città per confezionare i prodotti uno a uno, ripopolando quindi luoghi quasi abbandonati e condividendo una tradizione.
“Ogni pezzo avrà un codice QR code che arriva a tracciare fino al gregge di provenienza e anche il villaggio dove è stato creato a mano”



