Altagamma-Bain ha presentato gli aggiornamenti sui mercati mondiali dei Beni Personali di Lusso, in collaborazione con Bain & Company e dell’Altagamma Consensus 2023, con il contributo di partner internazionali del settore: Bain & Company, BCG, Bernstein, Equita, Exane BNP Paribas, Intercorporate, Intermonte, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan, Kepler Cheuvreux, Mediobanca, Pricewaterhousecooper, Ortelli&Co, RBC Capital Markets, Société Générale, Stifel, Vontobel.
Nonostante le incertezze del 2022, concluso con il valore record di 345 miliardi di euro, il mercato globale dei Beni di Lusso per la Persona, ha prospettato per il primo trimestre 2023 una crescita di circa il 10%. Un anno di crescita, in particolare grazie alla ripresa del consumo cinese e alla costante performance di quello europeo, nonostante alcuni elementi come aumento dei costi energetici, inflazione alta, potenziale recessione, difficile repiribilità di materie prime, tensioni geopolitiche e calo del potere di acquisto di alcune fasce di consumatori.
“Dopo il rimbalzo registrato all’indomani della pandemia, ora l’industria del lusso sta vivendo una nuova era, caratterizzata dall’affermarsi di alcuni driver di resilienza. I brand che intendono avere successo, in questo contesto di incertezza e dovendosi confrontare con una domanda sempre più esigente, devono adottare un approccio olistico nei confronti dei propri clienti, lavorare a una value proposition più elevata che tenga in considerazione clienteling ed esperienzialità e bilanciare la propria esposizione alle diverse aree geografiche”, hanno commentato Claudia D’Arpizio e Federica Levato, senior partner di Bain & Company e autrici dello studio, proseguendo,“ad ogni modo, in virtù dei suoi solidi fondamentali, le prospettive del settore nel medio termine rimangono decisamente positive e ci attendiamo che entro la fine del decennio il valore del mercato possa più che raddoppiare rispetto al 2020. Oltre all’evoluzione del contesto macroeconomico, rimangono alcune sfide cruciali di medio termine a cui dovranno guardare i protagonisti dell’industria: in primis l’urgenza di decarbonizzare le proprie catene del valore e la gestione degli impatti e delle opportunità legati all’uso dell’intelligenza generativa. In questo scenario, molti nuovi brand competeranno in un’arena popolata da giganti, trovandosi a dover coniugare la mentalità imprenditoriale con la necessità di fare scala. Perché possano rimanere rilevanti nel tempo, sarà indispensabile per questi player continuare a rafforzare la propria offerta, migliorare la customer experience e investire non solo su modelli di business innovativi, ma anche sul costruire una brand equity che abbia rilevanza socio-culturale, focalizzandosi al tempo stesso su un continuo sviluppo dei talenti”.
Nonostante il rallentamento del mercato negli USA, la base dei consumatori rimane forte, e si evince una volontà da parte dei clienti di acquistare meno ma con una miglior qualità.
Una crescita tra il 5% e l’8%, prevista da Bain & Company, con uno scenario molto solido e positivo che attribuisce un valore all’industria pari a 530-570 miliardi di euro entro la fine del decennio.
“Le stime degli analisti e dei partner coinvolti nel Consensus Altagamma parlano di un 2023 che procede agilmente verso una marginalità del 10%. Malgrado l’incertezza macroeconomica e geopolitica, il comparto dell’alto di gamma si conferma in stabile e solida crescita. Questo è dovuto da una parte a un tipo di consumatore più attrezzato per affrontare le difficoltà congiunturali, dall’altra ai sostenuti flussi turistici internazionali verso l’Europa specie a Milano e Parigi e alla riapertura della Cina, che torna a brillare. Giappone ed Emirati vivono un momento di grande slancio mentre appaiono appannati gli Stati Uniti dove l’inflazione si fa sentire. I marchi dell’alto di gamma dunque navigheranno bene il 2023, grazie a strategie retail che tornano a puntare sul canale fisico (pur armonizzate con quello digitale); ad accurate politiche di pricing e a nuove e sempre più esperienziali modalità di relazione con i clienti”, afferma Stefania Lazzaroni, direttrice generale di Altagamma.
Alcuni dati
Tra i mercati europei Milano e Parigi sono tra le mete più amate, portando gli analisti a stimare il consumo locale dal 5 al 10%.
Per gli Stati Uniti crescono i top brand a differenza dei brand emergenti e i consumer americani, che hanno di nuovo la possibilità di viaggiare, spendono fuori dal Paese. La stima di crescita per l’anno è del 3%.
Il Giappone stima una crescita del 10%, confermando un mercato rilevante per i beni di lusso privilegiando esperienze in loco rispetto a canali online. La Cina, con una crescita del 14%, è la candidata per ricoprirei ruolo di primo mercato mondiale grazie a una crescita della classe media e le competenze digitali sviluppate dalle nuove generazioni. In crescita anche il Middle east (+10%), che traggono vantaggio dai consumi dei russi.
Per quanto riguarda i consumatori, la Cina è al primo posto, con una stima di crescita pari al 20%. Ripresa anche per le vendite in Europa, guidate non solo dallo shopping turistico ma anche da quello locale.
I canali distributivi sono in crescita il retail digitale continua la sua espansione (+10%), in rallentamento rispetto agli anni precedenti. I negozi fisici registrano un aumento dell’11%, molti brand ampliano la propria rete retail in città.
I prodotti maggiormente apprezzati dai consumatori riguardano la gioielleria che registra un aumento del 10%, in particolare prodotti iconici. In rialzo il settore dell’orologeria, cosmesi e abbigliamento che registrano un aumento dell’8%. Anche per la pelletteria e le calzature sono previsti dei miglioramenti rispetto all’ultima stima con previsioni di rialzo pari all’11% e al 9%.
Una crescita prevista del 10% dell’EBITDA delle imprese di alta gamma.