Recap Pitti 104: parola alle aziende (Parte 1)

16 Giugno 2023

Parole positive quelle di Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, che con orgoglio afferma l’andamento positivo grazie ai dati di affluenza che vedono i compratori italiani in aumento del 5% e quelli esteri di oltre il 20%, rispetto al giugno 2022. Quattro giorni di moda e lifestyle, dal 13 al 16 giugno, che portano in scena nella Culla del Rinascimento il menswear mondiale.

La capacità di rinnovarsi degli 825 espositori presenti in Fortezza da Basso conferma l’andamento positivo di questa edizione, ritornando alle dimensioni pre-crisi. Importanti anche gli eventi, oltre 110, che hanno reso questo momento una vera e propria meta attrattiva.

“Sono contento anzitutto per i nostri espositori, per i miei colleghi, che hanno fatto un grande lavoro in termini di nuovi materiali e di stile e che continuano a credere nel salone. Sono molto soddisfatto anche della risposta della distribuzione italiana che, nonostante le comprensibili prudenze, è presente in forza, a partire dalle sue prime linee, quei negozi specializzati che fanno tendenza in tutto il mondo. La squadra di Pitti non smette mai di fare ricerca e scouting, di aggiungere servizi, di ideare eventi speciali e di comunicare. Questi risultati sono un premio anche per loro, anche se tutti, a partire dal sottoscritto, sappiamo quanta strada ci sia ancora da fare. E Firenze, grazie a tanti eventi di richiamo, è nuovamente un brulicare allegro e febbrile di voci, volti e colori, sale e fonte di ispirazione per qualsiasi evento basato sui rapporti umani”, commenta Antonio Dematteis, presidente di Pitti Immagine.

Sono circa 12 mila le presenze alla kermesse, con una percentuale estera superiore del 40%, con più di 5.000 buyer provenienti da 80 paesi in tutto il mondo.

Elemento distintivo della 104esima edizione del Pitti Uomo è un ritorno attivo degli operatori asiatici, che contano complessivamente circa 650 presenze, tra cui anche Cina con Hong Kong, Taiwan, Singapore, Thailandia, Vietnam, Indonesia. Persino India e Pakistan.

Tra i mercati esteri più presenti: Germania, Gran Bretagna, Olanda, Giappone, Spagna, Usa, Turchia, Svizzera, Francia, Cina, Belgio e Corea del Sud.

Anche tra gli espositori il sentiment è positivo. E noi di HUB Style Magazine abbiamo deciso di intervistarli per sapere il loro punto di vista sulla fiera e le loro sensazioni.

La parola, adesso, passa alle aziende.

DUNO

Chris Wang, ceo di Duno

Dopo l’edizione 103 di gennaio, che secondo me è stata una vera ripartenza da un punto di vista internazionale, questa stagione sta proseguendo questa strada. Abbiamo notato la presenza di molti stranieri, qualificati e interessanti. Si spera che il Pitti ritorni ai vecchi splendori, perchè si tratta della kermesse più importante a livello internazionale. Duno ci crede tanto a questa fiera e per questo punta tutto su questo evento. In proporzione, la nostra sensazione, è che al nostro stand sono passati molti più italiani rispetto all’estero, però abbiamo registrato un grande flusso di stranieri, soprattutto dall’Asia (Corea, Giappone) ed Europei. Abbiamo notato una maggiore voglia di viaggiare e scoprire le novità del settore. Pitti è da sempre la fiera di riferimento nel settore ma sentiamo la necessità di un ritorno dei grandi marchi.

Chris Wang, ceo di Duno

WILLIAM WILSON E JAGGY

Matteo Scarselli, direttore generale di Re-Hub

Sono molto soddisfatto delle reazioni da parte dei visitatori che sono passati nei nostri stand, William Wilson e Jaggy. Quest’ultimo, brand molto noto all’estero e che ha avuto una buona distribuzione nei paesi nordici come Germania, Danimarca, Svezia. Avevano un ottimo ricordo di quello che è stato per loro il prodotto e si sono fatti avanti con un sentiment molto positivo e siamo veramente sorpresi dall’andamento della fiera. Abbiamo avuto un buon interesse del mercato estero ma sicuramente la presenza degli italiani ha registrato un risultato maggiore (70%) rispetto al 30% estero. Il mercato straniero risulta comunque interessante e qualificato, forse perché di fiere fuori dal Bel Paese non ce ne sono quasi più e quelle che sono rimaste non sono così interessanti. Dalla prossima edizione ci aspettiamo di dare una conferma a chi ci ha visto oggi per la prima volta e vorremmo riconfermare la nostra posizione: abbiamo scoperto che il padiglione centrale pieno di luce e passaggio è un punto strategico rispetto al cavaniglia. Con Re-Hub saremo presenti con questi due marchi ma stiamo provando a inserire nel padiglione Ghiaia anche Refrigue.

Matteo Scarselli, direttore generale di Re-Hub

DORIA 1905

Giovanni Gallo, digital manager di Doria 1905

Il nostro sentiment è stato assolutamente rispettato. La sensazione è quella di un Pitti vivo, carico ma che è vissuto più da estero che da italiani. In stand abbiamo registrato, in percentuale, un 70% estero (Asia ed Europa) e un 30% Italia. L’italiano, ormai, non è più tanto “buyer” ma partecipa all’evento perché gli fa piacere. Lo straniero, al contrario, è più interessato all’acquisto del prodotto ma è una tendenza storica. In ogni caso, questa edizione ha soddisfatto le nostre aspettative, in linea con quello che ci aspettavamo, soprattutto per il periodo storico che stiamo vivendo. E per questo, saremo presenti anche alla prossima edizione. Per le fiere estere c’è in corso un ragionamento interno perché puntiamo a partecipare ad altre kermesse, sicuramente non nel breve termine.

Giovanni Gallo, digital manager di Doria 1905

JUST HAT

Roberto Bertin, owner & founder di Vibe studio

Questa è la nostra prima stagione a Pitti ed è decisamente un evento importante, soprattutto per una questione di visibilità e di presenza in un mondo in cui stiamo entrando in punta di piedi. Abbiamo fatto la richiesta di poter esporre alla kermesse, quasi con poche speranze perché si tratta di una fiera molto selettiva, e ci hanno accettato subito. Essendo nuovi qui dentro, non abbiamo un metro di paragone rispetto al passato ma io personalmente lavoro in questo settore da 38 anni e posso dire che, già dalla scorsa stagione, ho notato un importante maggiore interesse da parte dei visitatori. E abbiamo riscontrato una grande voglia di tornare sempre più alla normalità. Abbiamo registrato un ottimo flusso di persone che entravano nel nostro stand con una percentuale del 70% Italia e 30% estero: principalmente da Europa e America, poco Giappone. Anche se, per assurdo, abbiamo venduto maggiormente a clienti stranieri piuttosto che italiani. Vista questa esperienza positiva a Firenze, stiamo valutando di presenziare anche a Milano al White.

Roberto Bertini, owner & founder di Vibe studio

di Valeria Oneto, Sara Fumagallo e Cristiano Zanni

Ti è piaciuto questo articolo?

Condividilo su

NEWSLETTER
Unisciti alle altre 40.000 persone Ricevi la nostra newsletter settimanale dove parliamo di sport, prodotto,
aziende e tutte le novità del mondo del Trade Sport
Iscriviti ora