Dondup, uno dei brand della Holding Fine Sun, ha chiuso il suo 2022 fiscale a 64 milioni di euro, segnando una nuova crescita in double digit (+11%) sull’anno precedente, conseguendo un Ebtida del 38%, pari a 18 milioni di euro.
Ha dichiarato Matteo Anchisi, ceo di Dondup: “Dopo un 2021 eccezionale la sfida più grande per l’esercizio appena concluso è stata quella di mantenere la redditività e la marginalità a questi livelli. Oggi posso dire che è una sfida che abbiamo vinto, infatti grazie ad un’attenta pianificazione siamo riusciti a non subire le forti ripercussioni della condizione economica e politica globale. Il percorso che abbiamo intrapreso in tempi non sospetti di razionalizzazione della filiera, near-shoring e consolidamento di partnership con altre eccellenze della manifattura Made In Italy, ci hanno oggi permesso di garantire qualità e servizio ed il mercato lo ha recepito in maniera molto positiva”.
Inoltre, il marchio, l’anno precedente ha presentato il suo primo bilancio di responsabilità sociale e il suo piano SDGs ed è pronto a rilasciare anche il secondo. Questo risultato certifica il percorso dell’azienda e il suo modo di operare sul mercato. Il suo contributo, sta permettendo di creare un modello di business più etico.
“Sono molto soddisfatto del lavoro che insieme a Matteo Anchisi siamo riusciti a fare su questo Brand. Abbiamo avviato un processo di internazionalizzazione che ci ha già portato a crescere in Francia e in Olanda e che oggi ci consente di guardare con interesse ad altri mercati. Inoltre, sono orgoglioso di poter affermare che abbiamo anticipato di quasi due anni il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo posti nel business plan concordato con Matteo in fase di acquisizione. Questi ottimi risultati sono oggi la solida base da cui partire per concretizzare altri ambiziosi progetti”, commenta Mauro Grange, ceo di Fine Sun.
Nell’iniziativa, infine, è presente il rilascio del “Dondup digital Passaport“, per certificare, come una carta d’identità tutte le informazioni di un prodotto specifico.
Concludendo, ha aggiunto Anchisi: “Produciamo il 100% dei nostri capi in Italia e il 43% sono addirittura Made in Marche. Stiamo inoltre sviluppando due progetti che esalteranno il distretto della denim valley, mettendo al centro non solo il saper fare e l’eccellenza artigianale del distretto ma anche le innovazioni tecnologiche, soprattutto in ambito di sostenibilità.”