Nella giornata del 26 gennaio 2023, Salvatore Ferragamo s.p.a ha comunicato i dati preliminari dei ricavi consolidati per l’esercizio 2022. Questi ammontano a 1.252 milioni di euro, registrando dunque un aumento del +10,2% a cambi correnti e del +5,7% a cambi costanti rispetto al 2021.
“Nel corso del 2022 abbiamo definito il piano strategico e compiuto eccellenti progressi sulle priorità stabilite. La prima sfilata di Maximilian Davis ha ricevuto un forte consenso dal mercato e dalla stampa. È stato anche finalizzato un importante accordo con Farfetch, che rafforza in modo significativo le nostre capacità digitali e che si rivolge a una nuova, giovane clientela. Parallelamente all’inizio della nostra rifocalizzazione strategica, il 2022 è stato un altro anno di crescita dei ricavi, durante il quale abbiamo perseguito con successo la qualità delle vendite nel canale retail e avviato l’ottimizzazione del canale wholesale, in un contesto macroeconomico complesso e volatile. In particolare, il quarto trimestre è stato influenzato dalla recrudescenza del Covid-19 in Cina”, dichiara Marco Gobbetti, amministratore delegato e direttore generale di Salvatore Ferragamo s.p.a.
E prosegue: “Nonostante i ricavi del trimestre siano stati inferiori all’anno precedente, abbiamo continuato a dare priorità alla qualità delle vendite, coerentemente con la nostra strategia ‘full price’. In seguito alla revoca delle restrizioni in Cina, la reazione dei clienti è stata molto incoraggiante. Siamo entusiasti del potenziale di Ferragamo, grazie all’offerta di nuovi prodotti che aumenterà progressivamente nel 2023, alla rinnovata immagine e a un forte management team. Confermiamo gli obiettivi di medio termine”.
Al 31 dicembre 2022, il canale distributivo ha visto le vendite nette in aumento del +11,3% (+4,7% a tassi di cambio costanti) rispetto allo stesso periodo del 2021. Mentre il wholesale ha riportato vendite a +13,6% (+6,3% a tassi di cambio costanti).

Per quanto riguarda l’area geografica, in Asia Pacifico le vendite nette hanno registrati un calo del -4,6% (-10,6% a tassi di cambio costanti), rispetto all’esercizio 2021. Un rallentamento dovuto principalmente agli effetti derivanti dalla ripresa della pandemia Covid-19, in particolare in Cina.
L’esercizio 2022 del mercato giapponese, invece, ha riportato un aumento delle vendite nette del +11,9% (+18,9% a tassi di cambio costanti) mentre l’area EMEA un incremento del +24,7% (+24,6% a tassi di cambio costanti) rispetto all’anno precedente.
Passando alle Americhe, il nord ha visto un aumento delle vendite nette pari al +22,3% (+8,8% a tassi di cambio costanti), mentre il centro e il sud hanno registrato un incremento del +29,7% (+14,7% a tassi di cambio costanti), rispetto all’esercizio 2021.

Inoltre, tutte le principali categorie di prodotto hanno registrato un significativo incremento del fatturato: le calzature e la pelletteria rappresentano l’87% delle vendite nette totali.
