Pitti Uomo 103: Ciesse Piumini presenta la capsule Lab 00

In occasione di Pitti Uomo 103, Ciesse Piumini ha presentato in anteprima la capsule collection LAB 00, primo capitolo della serie LAB.

La collezione nasce da un progetto creativo e comunicativo del brand che si basa su una reinterpretazione dell’heritage per quanto riguarda i tessuti, i volumi e le sfumature cromatiche, mescolando outdoor e stile contemporaneo attraverso un contatto autentico con la community nazionale e internazionale.

In perfetto equilibrio tra ricerca, innovazione e qualità, LAB 00 si caratterizza per la presenza di sei capi, tre da uomo e tre da donna, realizzati in una palette colori ispirata agli anni ’80 che esprime il legame con la natura, la montagna, il ghiaccio artico e il cielo alpino.

I piumini presentano linee morbide, volumi puffy e fit oversize in nylon laquè 30 denari con trattamento antigoccia e imbottitura in ecodown. Le patch in tono, ricamate su un tessuto realizzato con telai giapponesi, rifiniscono e donano valore ai capi.

Abbiamo avuto modo di parlare di strategie, idee e prospettive future del marchio insieme a Marco Colacicco, presidente del CdA di Mittel, la società per azioni che ha acquisito Ciesse Piumini.

Quali sono le nuove strategie relative a un brand storico come Ciesse Piumini e quali le idee per il futuro?

È opportuno inquadrare il percorso che intendiamo fare insieme a Mittel, antica società quotata in Borsa in Italia. Non investiamo solamente nell’abbigliamento, abbiamo creato un gruppo straordinario con Ceramica Cielo, Galassia e Disegno Ceramica. In tre anni e mezzo, partendo da 15 milioni e mezzo di fatturato di partenza, oggi siamo a 85 milioni, con una marginalità enorme e un marchio riconosciuto. Inoltre, ci stiamo muovendo anche nel settore dell’automotive con tanti brand importanti. Per Ciesse Piumini l’obiettivo è crescere molto, con qualità, serietà e riconoscibilità, cercando di portare cultura e coerenza all’interno dell’azienda, due elementi fondamentali. Abbiamo creato un reparto prodotto interno, formato da giovani talenti internazionali e l’idea è di strutturare in maniera solida un vero e proprio Lab di creatività che ogni anno va a rivedere temi di tendenza coerentemente con il nostro heritage, lanciando collezioni e integrando l’offerta verso un target anche più giovane.

Relativamente al posizionamento del marchio, quest’ultimo tenderà ad alzarsi?

Si alzerà ma con attenzione. La parola chiave è segmentazione, certamente a livello distributivo.

Immaginando una differenziazione di fatturato tra la proposta autunno-inverno rispetto alla primavera-estate, l’intenzione è di crescere sull’estivo in prospettiva futura?

È una scelta che va affrontata con coerenza, tenendo conto dei mercati sui quali Ciesse Piumini è presente, anche esteri. Non si tratta di un progetto stantio.

Come riuscirete a preservare l’italianità del brand a lungo termine?

Con la novità relativa al progetto del Lab, vogliamo essere forti e coesi internamente. Il DNA italiano è lo scopo dell’azienda ed è importante che la ricerca nasca in primis dal nostro laboratorio.

Avete riscontrato delle difficoltà sull’approvvigionamento dei prodotti o siete riusciti a gestire al meglio il rapporto con i fornitori?

Siamo tra le poche aziende che sono state capaci di difendere bene le consegne, forti del nostro DNA imprenditoriale. La ricerca dei fornitori per noi è sempre aperta e la diversificazione è importante.

Questo percorso di crescita e di adattamento alle nuove tendenze va verso una conclusione entro un paio d’anni o si tratta di un cammino più lungo?

È un percorso di crescita importante, a lungo termine e duraturo nel quale crediamo, come una famiglia.

di Cristiano Zanni

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