Nuovi tessuti e forme inedite, tanto colore ma anche un’attenzione particolare alla sostenibilità.
Sono i colori dell’Italia a ispirare la collezione AI 23/24 di ATPCO. La realtà bresciana presenta in fiera a Firenze un total look con focus sul pantalone. Il guardaroba “tipico” italiano strizza l’occhio agli Anni ’90, e guarda al buon gusto della tradizione arricchendolo di codici estremamente contemporanei, dalla vestibilità over.
Le cromie dei paesaggi e delle tradizioni italiane creano effetti caleidoscopici di abbinamenti a tratti audaci nell’uso delle tonalità ton sur ton.
Abbiamo fatto qualche domanda a Davide Muto, direttore commerciale di ATPCO e Skills&Genes, brand che fanno capo entrambi all’azienda bresciana Golden Season.

Qual è il sentiment riguardo quest’ultima edizione di Pitti? Ci sono stati cambiamenti, e se sì, di che tipo rispetto alle edizioni precedenti?
Sentiment assolutamente positivo. Sia i clienti che gli agenti e i distributori, hanno notato un modo di porsi positivo, grazie ai sell-out della stagione invernale da cui veniamo, con una buona predisposizione all’acquisto. Il grande cambiamento che abbiamo notato è una qualità selettiva dal punto di vista dei clienti che stanno frequentando la fiera e, nel caso specifico, l’approccio al nostro brand. Qui è stato svolto un lavoro molto mirato e definito, con un upgrade qualitativo e di contenuti, che siamo stati in grado di trasmettere e far recepire senza doverlo raccontare troppo. Quando un cliente arriva da te, e ti dice che ha notato un cambiamento coerente con quello che avevi deciso nella stanza dei bottoni, vuol dire che sei sulla giusta strada.
Avete registrato un ritorno dei visitatori stranieri? in che percentuale rispetto agli italiani?
Gli stranieri ci sono, non in maniera copiosa, ma ci sono. Le limitazioni, per quanto riguarda il viaggiare del Covid, sia dal mondo orientale che americano hanno influenzato le presenze. C’è stato anche qualche russo, che ha avuto la pazienza di fare la dovuta triangolazioni di scali per arrivare fin qui. Diciamo che il sentiment è un 80% di presenza italiana.
Trova coerente le scelte di disposizione, prese dalla fiera, riguardo l’esposizione dei brand?
Si, hanno fatto una maggiore selezione dei brand che espongono, evitando di fare”cassetto” giusto per far numero. I nomi a mio avviso sono equilibrati. E la proposta per un retailer, in base al target che ha, che oggi viene qui a fare ricerca e acquisti è molto mirata, e ne sono dimostrazione sia il piano superiore che il piano inferiore (del padiglione centrale).
Per la vostra realtà la kermesse di Pitti risulta ancora strategica? Parteciperete ad altre fiere nel corso del 2023?
Questa fiera è un modo per incontrare, velocemente, tanti clienti e tanti agenti, anche se in realtà il business vero oggi si fa prima, tramite la prospezione e il coordinamento, e tramite la propria rete vendita o, come stiamo facendo noi, in maniera mirata con dei progetti ad hoc, dove siamo noi a decidere i clienti che vogliamo servire.
Quali sono le previsioni per il 2023 in termini di fatturato?
La prospettiva, che è una proiezione del 2023, è assolutamente positiva. Ma posso dire già con certezza che la campagna vendita delle pre-collezione FW 23/24, che abbiamo appena terminato, è stata estremamente soddisfacente, sia dal punto di vista del numero di pezzi venduti che della cifra raggiunta. Ora iniziamo con la main, di cui chiuderemo la campagna il 10 marzo, data fissata per garantire tempi di consegne puntuali. Ogni stagione è una sfida con noi stessi, e alziamo il benchmark sia a livello di contenuti che di servizi. Siamo molto critici con noi stessi.
Parteciperete ad altre fiere nel corso del 2023?
Parteciperemo al CPM Collection Premiere di Mosca. Proprio lì siamo stati out of the blue, decidendo di partecipare alla fiera in piena restrizione Covid e durante la guerra. Il nostro pensiero è stato proprio che i Russi, viste le criticità generali, non sarebbero potuti venire in Europa, e abbiamo optato per andare noi da loro, con grande successo. Infine andremo al Who’s the Next di Parigi, ma con la linea da donna Skills & Genes, che fa sempre parte dell’azienda.
Ci parla delle novità presentate a Firenze per la collezione FW 23/24 di ATPCO?
Per quanto riguarda le novità in termini di contenuti in primis abbiamo sicuramente una chiarezza distributiva. La nostra offerta è sempre più focalizzata e di qualità: il progetto ha vissuto una vera rivoluzione, offrendo molte più opportunità. Mentre prima, quello di ATPCO era un guardaroba urlato, dove i tanti pezzi non si matchavano perfettamente tra loro, oggi abbiamo fatto delle scelte stilistiche diverse e molto precise. All’interno della stessa collezione coesistono più tipologie di uomini. È il retailer che sceglie cosa proporre ai propri clienti in base alle esigenze. Ma il nostro core business, ovvero i pantaloni, i capospalla e le giacche, lo abbiamo espresso nella maniera migliore e i nostri clienti lo hanno percepito già qui in fiera.
di Valeria Oneto

