La 25esima edizione di Ecomondo, tenutasi a Rimini dall’8 all’11 novembre 2022, si è conclusa con importanti risultati: +41% rispetto al 2021 e +15 rispetto al 2019. Si è registrato, inoltre, un raddoppio delle presenze estere (provenienti da 90 Paesi).
Una stagione che ha visto ben 1.400 brand esporre in uno spazio di 130.000 mq e ospitato 600 buyer stranieri che hanno generato 2.537 business matching sulla piattaforma digitale.
“All’inizio, Ecomondo contava 3.000 metri quadrati espositivi. Dopo 25 anni questo numero si è moltiplicato per 40, fino a raggiungerne ben 130.000. Numeri che danno l’idea delle opportunità da cogliere sia per il futuro, sia per le tecnologie che ci permettono di guardare a una produzione energetica diversa”, afferma Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’ambiente e sicurezza energetica.
La fiera riminese è stata l’occasione per presentare una serie di nuovi progetti e ricerche come l’indagine “Le imprese italiane e la transizione ecologica”, realizzata a settembre 2022 dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da EY.
Una ricerca che offre una la fotografia attuale di come un campione di 1.000 piccole/medie/grandi imprese italiane stia vivendo la transizione ecologica. Per esempio, il 62% vede in questo periodo storico maggiori ragioni per intraprendere questo tipo percorso ma solo il 35% degli intervistati pensa di avere un “buon livello di conoscenza”.
“L’indagine documenta che la transizione ecologica non è un’opinione, ma un processo reale che coinvolge un elevato numero di imprese italiane, in gran parte le più avanzate su due pilastri: quello della transizione climatica e quello dell’economia circolare. Due pilastri che affrontano problemi ambientali epocali e le sfide di competitività e mercato. Il dato complessivo che emerge è quello di un sistema delle imprese che vede la transizione ecologica non solo come ineludibile necessità ma anche come possibile opportunità”, dichiara Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile.
Da qui è emerso come le imprese italiane vedono questa sfida come un’opportunità per trasformare il proprio business in direzione green. Molte, ovviamente, incontrano sul percorso molti ostacoli soprattutto burocratici (50%).
Si tratta, comunque, di una tematica che interessa in maniera significativa tutte le aziende. Il 45% presta un livello elevato di attenzione, il 41% buono e solo un 14% ammette di non essere per niente attento. Addirittura, il 76% del panel intervistato (ovvero tre aziende su quattro) pensa che l’Italia debba essere tra i promotori della transizione ecologica in quanto metterebbe il Paese all’interno del gruppo avanzato delle economie mondiali.
“I risultati emersi da questa indagine evidenziano come le imprese italiane stiano accelerando il loro percorso verso la transizione ecologica, ritenuta oggi più che mai una priorità. Infatti, circa il 70% delle imprese intervistate ritiene di aver un ruolo fondamentale e di primo piano nel guidare e realizzare questa trasformazione. Per farlo sarà fondamentale affiancare al ruolo delle imprese anche il supporto delle istituzioni, investitori e consumatori in un’ottica di piena collaborazione tra gli stakeholder”, afferma Irene Pipola, sustainability consulting leader di EY Italia.