Ecomondo torna a Rimini per la sua 25esima edizione

2 Novembre 2022

La fiera internazionale della green economy di Italian Exhibition Group, Ecomondo, ospiterà a Rimini, dall’8 all’11 novembre, colossi del fashion (quali Fendi, OTB e LVMH Group), associazioni italiane e internazionali, istituzioni e attori dell’intera filiera.

Ed è proprio in occasione di questo Salone, arrivato alla sua 25esima edizione, che verrà fatto il punto sui traguardi (superati e da raggiungere) in tema di sostenibilità.

Sarà anche il momento in cui verranno presentate delle importanti case history come quella del Comune di Capannori che, a Bruxelles, è stata selezionata come “città-pilota” per l’economia circolare. E ancora, verrà proposto il modello virtuoso della Catalogna e del suo Pacto por la Moda Circular che mira a promuovere una trasformazione del settore su base volontaria, condivisa e collaborativa, coordinando gli sforzi tra tutti gli agenti della catena del valore del settore.

Uno dei tanti punti è l’aumento della durata dei prodotti e della percentuale di materiale riciclato. L’obiettivo ultimo è quello di ridurre la produzione di rifiuti tessili del 5/10%, raggiungere il 25/30% di raccolta differenziata entro il 2024 e incrementare la rivalutazione del materiale raccolto separatamente.

Settore moda: fondamentale per UE ma l’impatto ambientale è negativo

Secondo Statista, il settore dell’abbigliamento in Europa ha raggiunto il valore di circa 397 miliardi di dollari (il dato italiano per l’anno in corso è di 49,25 miliardi ma si stima un incremento del 18,5% nel 2023).

Questi dati vogliono sottolineare quanto, per il nostro continente, il fashion sia importante. Un settore tanto fondamentale quanto inquinante. Infatti, quest’industria si trova al quarto posto per impatto ambientale, al terzo per consumi di acqua e suolo e al quinto per uso di materie prime e per emissioni di gas serra.

Per quanto riguarda l’impatto sull’acqua, questo non si riferisce solo ai consumi bensì anche alla sua contaminazione: il tessile è responsabile di circa il 20% dell’inquinamento globale dell’acqua potabile a causa dei vari processi a cui sono sottoposti i prodotti e al lavaggio di capi sintetici, che determina il 35% di microplastiche primarie rilasciate nell’ambiente.

Ti è piaciuto questo articolo?

Condividilo su

NEWSLETTER
Unisciti alle altre 40.000 persone Ricevi la nostra newsletter settimanale dove parliamo di sport, prodotto,
aziende e tutte le novità del mondo del Trade Sport
Iscriviti ora