Complice la pandemia da Covid-19, il fashion e-commerce ha aumentato i suoi numeri tant’è che negli Stati Uniti, secondo Statista, nel 2022 i ricavi dell’online del settore abbigliamento, calzature e accessori raggiungeranno i 205 miliardi di dollari. Si stima, inoltre, che entro il 2025 conteranno quasi 300 miliardi di dollari.
Un successo dato dalle innovazioni tecnologiche e dall’aumento dell’accesso online attraverso i dispositivi mobili, oltre che dalle nuove proposte per l’esperienza dell’utente: più solida e agile.
Infatti, l’headless commerce – cioè la separazione tra il front-end e il backend di uno store – garantisce ai rivenditori un livello di flessibilità come mai prima d’ora. Quest’operazione consente, quindi, ai brand di creare un’esperienza unica per i clienti sul front-end e una guidata dalle API sul back-end.
Durante la crisi pandemica l’industria della moda ha subito un duro colpo. Per esempio, in Europa la produzione di abbigliamento ha visto un calo del 37,4% nel periodo aprile-giugno 2020.
In ogni caso, chi dei retailer ha appena intrapreso il percorso digitale ha ancora l’opportunità di guadagnare quote di mercato.
I consumatori ricercano la trasparenza della filiera
Nell’indagine “Consumer Behavior Trends”, commissionata da BigCommerce a Profitwell e che ha coinvolto più di 4.000 consumer online in USA, UK, Francia, Italia e Australia, si nota come questi, quando si tratta di procedere all’acquisto di un prodotto, siano attenti ai temi che riguardano la sostenibilità (32%) o abbastanza (52%).
Un trend che porta i rivenditori di moda ad affrontare una crescente pressione per produrre rapidamente e rimanere competitivi, rispettando comunque sia l’ambiente che i lavoratori.
I consumatori, d’altro canto, si pongono più spesso la domanda: “Abbiamo davvero bisogno di nuovi vestiti per ogni stagione?”. Questo perché, contrariamente a quanto fa il fashion tradizionale, cioè proporre nuove linee di abbigliamento ogni stagione, è richiesta l’assenza di stagionalità e viene favorita la longevità dei capi.
Vendita omnichannel e il metodo BNPL
Un’esperienza che coniughi online e offline. Questo è ciò che ricerca il cliente e, per tale ragione, è nato il “multichannel commerce”, cioè una strategia di vendita al dettaglio che interessa un’ampia varietà di canali (negozi, social, siti web o applicazioni).
All’interno del report “Global E-commerce” su moda e abbigliamento – sempre di BigCommerce – si legge che il 44% dei partecipanti vede come priorità l’ottimizzazione dell’esperienza del cliente tramite una presenza omnicanale, un’assistenza clienti potenziata e un servizio di spedizione migliorato.
Un esempio fondamentale in cui i marchi intraprendono questo percorso è il “social commerce”: attraverso strumenti come Instagram Shoppable Posts e Checkout, Facebook Shop, Pinterest for Business e marketplace come Amazon, eBay e Google hanno dato ai retailer di moda la possibilità di raggiungere i clienti attraverso una varietà di piattaforme.
Il 48% dei partecipanti al sondaggio ha citato i social media o il social commerce come la tendenza di acquisto o la tecnologia con il maggiore impatto sulla propria attività nel 2021.
Inoltre, i clienti apprezzano come metodo di pagamento il “Buy Now, Pay Later”, quindi un modo di acquisto che consente di comprare gli articoli con un pagamento anticipato minimo o nullo.