In apertura un’immagine dell’entrata della sede di Richemont a Ginevra
Al 30 giugno 2022 sono stati pubblicati i risultati del trimestre aprile-giugno del gruppo Richemont.
Si nota come in tutti i canali e le aree di business, nonostante l’incertezza del periodo, le vendite abbiano subito una crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, segnando un +12%.
Percentuale trainata perlopiù dai forti aumenti in double-digit in America, Giappone e Europa che ha visto un incremento del +42% grazie alla forte domanda interna e al ritorno della spesa turistica (in particolare da clienti americani e mediorientali). La Francia si distingue come miglior Paese europeo per le vendite, registrando un aumento a tre cifre.
Dati meno rassicuranti arrivano dall’Asia Pacifico, per via della rigida applicazione di una politica zero covid. Questa ha portato a un calo delle vendite a due cifre nella Cina continentale (-37%) e nella RAS di Macao, oltre che a una riduzione delle vendite a una cifra nella RAS di Hong Kong.
Nel resto dei mercati asiatici, principalmente in Australia, Singapore, Corea del Sud e Thailandia, ha sicuramente mitigato il calo delle vendite nella regione. La loro contrazione complessiva è stata del 15%.
Una forte ripresa, invece, si registra in America (+25%) spinta dalla spesa interna. Per questo motivo, gli Stati Uniti sono stati il più grande mercato unico di Richemont, rappresentandone il 22% delle vendite.
Il Giappone, grazie alla forte domanda locale, ha registrato la performance regionale più forte con una crescita delle vendite del +83%. E poi, Medio Oriente e Africa, vedono una crescita del +6% su dati comparativi esigenti, riflettendo una solida spesa interna e turistica (in particolar modo a Dubai e Qatar).
Un forte miglioramento per la posizione di cassa netta che, al 30 giugno 2022 era di 5,4 miliardi di euro, rispetto ai 3,6 miliardi del 2021.