Il 2021 è stato un anno pieno di impegni e soddisfazioni per Endelea, azienda etica che fa da ponte tra l’Europa e l’Africa. Si tratta di un sentiment che viene raccontato attraverso la pubblicazione del secondo report di sostenibilità che connette fattori finanziari, sociali e ambientali e segue gli standard internazionali Global Reporting Initiative (GRI).
Significativo per l’anno passato è stata la creazione della società tanzaniana: questa mossa conferma l’impegno a voler operare sul territorio in modo trasparente, registrando contratti di lavoro e di collaborazione di lungo periodo per un impatto positivo sull’economia del Paese.
Essenziale per loro è, anche, valorizzare la cultura africana e per far sì che questo avvenga ha dato vita a una capsule collection in tessuto tradizionale kikoi e alla proposta Maasai. Per quest’ultima, la società benefit ha ottenuto il patrocinio della Maasai Intellectual Property Initiative – MIPI, che tutela e protegge la cultura Maasai nel mondo.
E ancora, la formazione è un tema fondamentale. Per questo, infatti, Endelea ha finanziato una sessione di training professionale in Italia per Upendo Elirehema Minja, director della società tanzaniana e responsabile del laboratorio. Lui ha lavorato per tre settimane con il team di sviluppo prodotto, acquisendo nuove tecniche e contribuendo alla creazione della FW 21. E con il supporto di Debora Sinibaldi, fashion designer, Minja ha realizzato la collezione a suo nome e l’ha presentata alla Swahili Fashion Week a dicembre dello scorso anno.
In campo ambientale l’azienda si impegna ad avere comportamenti sempre più responsabili e il suo obiettivo a lungo termine è quello di ottenere la certificazione B-Corp.
“Grazie a tutte le persone che hanno supportato e continuano a supportare Endelea nel suo viaggio per creare un nuovo modo di fare moda. Uno di quelli che mette al centro le persone e che crea valore per tutti, sia per chi indossa un capo unico e speciale, sia per chi quel capo lo ha realizzato dall’altra parte del mondo, sentendosi parte di un progetto che è la più vera e tangibile espressione della famosa economia circolare”, dichiara Francesca De Gottardo, founder e ceo.