Industria calzaturiera italiana: export a +21,4% nel primo trimestre ’22

6 Luglio 2022

Per l’industria calzaturiera italiana il primo trimestre 2022 si chiude con una crescita sia dell’export (+21,4% a valore) che della spesa delle famiglie (+20,6%).

Risultati che segnalano e consolidano il recupero del 2021: anno in cui il fatturato complessivo del comparto è tornato a 12,7 miliardi di euro (+18,7%) – nonostante sia ancora al di sotto dell’11% rispetto ai 14,3 miliardi del 2019 – e la produzione nazionale a 148,8 milioni di paia (+13,8%).

Questo è ciò che emerge dalla ricerca attuata dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici.

Fatturato, produzione industriale, export e consumi interni hanno registrato crescite a doppia cifra nella prima frazione del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021.

Per questo motivo, nonostante il continuo calo delle imprese attive (-36 da inizio anno), sul fronte occupazionale si vedono degli spiragli di luce: a fine marzo si è visto un rimbalzo, seppur minimo, rispetto al dicembre scorso (+209 unità e quindi +0,3%), dopo il trend negativo degli anni recenti (-4.300 occupati negli ultimi due anni).

Quasi due imprese su tre hanno chiuso il 2021 con fatturato ancora inferiore a quello 2019, questo anche per via del futuro incerto dato dallo scenario attuale che obbliga a una certa prudenza. A tal proposito Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici afferma: “Il progressivo recupero che stava riportando le aziende del settore ai livelli pre-pandemici ha dovuto però fare i conti, da fine febbraio, con lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina e con il conseguente crollo, a partire da marzo, dei flussi a loro diretti che hanno registrato un -52% in valore nel bimestre marzo-aprile. Particolarmente colpiti, ovviamente, i distretti calzaturieri tradizionalmente esposti in queste aree, in primis quelli marchigiani e romagnoli, che hanno visto l’annullamento delle spedizioni di merce in consegna e degli ordinativi in portafoglio. Agli eventi bellici si sommano poi il problema dell’impennata dei costi energetici e l’assenza di riduzioni significative nei prezzi delle materie prime, da molti mesi su livelli decisamente elevati, oltre al timore di una recrudescenza delle varianti del virus”.

Nel mentre in Italia…

Analizzando i dati del primo trimestre si evince come gli acquisti delle famiglie italiane presentino degli incrementi del +15,4% in quantità e del +20,6% in spesa sullo stesso periodo 2021. Tuttora permane un gap attorno al 10% con la situazione pre-emergenziale.

I comparti che hanno maggiormente sofferto i lockdown e le restrizioni del 2020 hanno visto i recuperi più robusti: ovvero la sezione delle scarpe classiche per uomo e donna che, entrambi, mostrano aumenti del +30%, sia in paia che in valore.

Lo shopping dei turisti nel Bel Paese ha già recuperato i livelli del 2019, malgrado la parziale ripresa degli arrivi nel ‘21 e un miglioramento della situazione pandemica nel 2022.

E all’estero

L’export ha subito un incremento del +11,7% in quantità e del +21,4% in valore sui primi tre mesi del 2021 (+8,7% i prezzi medi).

I mercati europei risultano in recupero segnando un +9% in volume e +18% in valore: +22% Francia, +16% Germania, +20% Spagna e +37% Paesi Bassi.

Gli aumenti si notano ancora di più per i Paesi extra-UE che registrano un +18% in quantità e +25% in valore: +70% USA, raggiungendo di gran lunga i livelli 2019 pre-Covid, +16% Sud Corea e +28% Cina.

Ciò che risulta negativo è, ovviamente, l’arretramento che ha interessato Russia e Ucraina dopo lo scoppio del conflitto il 24 febbraio 2022. A marzo, infatti, i flussi verso il primo hanno subito una contrazione del -51% in valore, mentre per il secondo del -95%.

Per questo motivo, purtroppo, “il cumulato dei primi tre mesi dell’anno, destinato a peggiorare ulteriormente, stante il protrarsi della guerra, indica una flessione nell’ordine del -20%, sia in valore che in paia, per la Russia e un -48% in valore e -56,5% in quantità per l’Ucraina, sul periodo gennaio-marzo 2021. Secondo le anticipazioni diffuse da Eurostat, in aprile le esportazioni di calzature verso la Russia hanno registrato un calo tendenziale del -37% in valore e del -81% quelle verso l’Ucraina”, si legge in un comunicato ufficiale.

Ti è piaciuto questo articolo?

Condividilo su

NEWSLETTER
Unisciti alle altre 40.000 persone Ricevi la nostra newsletter settimanale dove parliamo di sport, prodotto,
aziende e tutte le novità del mondo del Trade Sport
Iscriviti ora