Pitti Filati 91: quasi il doppio dei buyer rispetto al 2021

5 Luglio 2022

Conclusa anche l’edizione 91 di Pitti Filati, i dati finali di affluenza sono più che positivi.

Molti i buyer che in questa tre giorni hanno raggiunto la Fortezza, rimanendone soddisfatti ed entusiasti, superando le 3.000 presenze totali – quasi il doppio rispetto a un anno fa – di cui il 50% estere da oltre 50 Paesi.

“Il rientro in Fortezza da Basso dopo due edizioni comunque positive alla Stazione Leopolda, ha dato ulteriore energia a questa ottima edizione di Pitti Filati sotto tutti i punti di vista. Non è solo una questione dei numeri riferiti alla presenza dei compratori, che pure in un resoconto finale sono i primi ad accendere l’attenzione, soprattutto quando si tratta dei migliori maglifici internazionali e degli uffici stile delle maison di moda più importanti nel mondo”, afferma Raffaello Napoleone, ad di Pitti Immagine.

In ordine di affluenza, i primi 15 mercati stranieri che si sono presentati alla fiera sono: Francia, Regno Unito, Germania, Stati Uniti, Spagna, Svizzera, Turchia, Olanda, Danimarca, Svezia, Russia, Belgio, Portogallo, Romania e Irlanda.

Mentre per quanto riguarda le singole loro performance, che in generale sono tutte in crescita, gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Turchia si aggiudicano il podio. Ancora contenuti, come da previsioni, i numeri dei compratori dal Far East a cui sono ancora in atto forti limitazioni agli spostamenti a causa della pandemia.

“È piuttosto un concerto di elementi: a partire dalla qualità delle collezioni e delle materie prime, per finire al grado di innovazione tecnologica e stilistica e alla capacità di visione sulla moda che sarà tra un anno e mezzo. C’è da restare sinceramente ammirati nel pensare a quanti e quali investimenti – in macchine, ricerca, persone, idee – stiano dietro a quanto abbiamo visto negli spazi dei nostri espositori, impegnati a tenere in equilibrio dinamico la necessità di soddisfare le richieste provenienti da una forte ripresa mondiale della domanda con i problemi oggettivi che questa stessa ripresa sta ponendo, in termini di approvvigionamento delle materie, controllo dei costi energetici e logistici, gestione dei listini”, continua Napoleone.

E conclude: “Una fiera leader non è solo business, offerta e domanda, ordini e pagamenti ma è confronto, scambio di conoscenze, ampliamento delle prospettive, cultura, immaginazione e servizi. Noi organizzatori abbiamo cercato di fare la nostra parte, con un’edizione particolarmente accurata dello Spazio Ricerca o con le traiettorie eccentriche delle opere tra moda e costume pop di Maurizio Vetrugno o con i concorsi green dedicati agli studenti più brillanti delle grandi scuole di moda internazionali”.

Ti è piaciuto questo articolo?

Condividilo su

NEWSLETTER
Unisciti alle altre 40.000 persone Ricevi la nostra newsletter settimanale dove parliamo di sport, prodotto,
aziende e tutte le novità del mondo del Trade Sport
Iscriviti ora