La responsabilità sociale di Calcaterra x Cooperativa Alice

1 Luglio 2022

Quella tra Daniele Calcaterra, designer dell’omonimo marchio italiano, e la Cooperativa Alice, che fin dal 1992 promuove una società inclusiva, è una collaborazione nata (quasi) per caso e che continua ancora oggi.

È in atto, quindi, un nuovo progetto nell’ambito della riabilitazione e del reinserimento sociale attraverso il lavoro sul territorio bresciano. Il brand di moda ha visto in questa iniziativa un punto di incontro in grado di dare vita a prodotti e storie autentiche.

“Sono davvero felice di essere il primo, su Brescia, a entrare in contatto con una realtà, quella di Alice, che da anni opera con passione e dedizione verso una causa che ha tutte le caratteristiche necessarie a una società a cui tutti dobbiamo ambire: accogliente, inclusiva e equa. Inoltre, proprio perché le belle storie sono di successo se accompagnate dalla qualità del prodotto finale, posso solo complimentarmi con Carmen Ghezzi, professionista con cui collaboro da oltre 15 anni, che nella sua carriera è stata protagonista, per oltre trent’anni, nella confezione per primari marchi del lusso internazionale, che è diventata la tutor di queste formidabili ragazze, portandole a confezionare veri e propri capolavori di sartoria”, afferma Daniele Calcaterra.

Il nuovo laboratorio è l’esempio lampante di modello di business efficace, ma risulta anche un prezioso investimento sociale per il territorio. Con alle spalle esperienze di emarginazione o fragilità, le lavoratrici sono state formate e affiancate da eccellenze artigiane del made in Italy grazie alle quali tornano a essere soggetti attivi nella società.

In occasione della MFW del prossimo settembre, la collezione SS 23 della label sfilerà con alcuni capi dettagliati da finiture e lavorazioni manuali realizzati, appunto, dalle lavoratrici del laboratorio di Alice.

“É proprio con brand come Calcaterra, dalla vocazione internazionale e riconosciuto per la qualità delle proprie collezioni, che riusciamo nel compito più difficile che ci siamo dati ovvero restituire dignità alla persona attraverso un lavoro altamente qualificato ed equamente retribuito”, commenta Caterina Micolano, presidente dell’associazione.

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