Oltre 100 buyer internazionali presenti a M.IT. Meet Italian Brands

30 Giugno 2022

Si è conclusa con – un bilancio positivo – la prima edizione di M.IT. Meet Italian Brands, una due giorni dedicata al comparto franchising & retail della moda italiana promossa da Confindustria Campania, Nola Business Park CIS-Interporto Campano e ICE-Agenzia.

Un fashion event in cui fare vero business e networking riservato a brand, compratori e operatori del settore e creato per connettere i marchi campani e del sud Italia – come Antony Morato, Briglia 1949, Camomilla, Cannella, Carpisa, Fefè Napoli, Fracomina, Gazzarrini e Kocca – con il mondo moda, nazionale e internazionale.

Si sono svolti una serie di incontri one to one presso i corner delle 68 aziende presenti all’interno dello showroom che hanno presentato oltre 80 brand nei settori abbigliamento donna, uomo, bambino e accessori.

Successivamente si sono svolti degli approfondimenti nelle le sedi delle aziende italiane dove molti buyer hanno potuto percepire direttamente le caratteristiche delle collezioni proprio nei luoghi di creazione e produzione di esse.

Nel Bel Paese, il 22% degli store in franchising è nell’abbigliamento, mentre il 20% nell’alimentare. Inoltre, in Italia si superano i 50 mila negozi affiliati, sempre per il segmento abbigliamento, che conta un numero di lavoratori pari a 180 mila.

Provenienti da quattro continenti e ben 39 Paesi, i buyer che si sono presentati alla fiera sono stati oltre 100 tra cui molti nomi di potenziali partner commerciali. Ottima incidenza dal Medio Oriente e USA ma anche da Spagna, Francia, Singapore, Sud Africa e molti altri.

Infine, per l’occasione, è stato organizzato “out of M.IT.” a Casa Carpisa un incontro rivolto a tutte le imprese del fashion system del mezzogiorno con un focus importante sulla sostenibilità e la formazione.

Abbiamo avuto l’occasione di intervistare Fulvio Guida, direttore commerciale e marketing di CIS-interporto.

Com’è nato l’evento M.IT. Meet Italian Brands?

Insieme al consiglio di amministrazione abbiamo pensato di trasformare questo incoming tipico dei buyer in un evento con una propria identità. Così abbiamo dato vita a M.IT. Meet Italian Brands. Questo numero zero è stato una specie di test ma, dai risultati e dai feedback, abbiamo capito che questo evento può trasformarsi in un happening annuale. Noi vogliamo trasformarlo in un momento di incontro per gli addetti del mondo fashion italiano ed estero, in cui fare workshop, parlare della moda, delle problematiche, dell’innovazione, della sostenibilità, della distribuzione e così via. Tutte caratteristiche che ci mancano. Comunque, non vogliamo imitare le fiere ma creare un’identità nostra, legandoci alle realtà aziendali del sud Italia. Partiamo dalle aziende campane, il made in naples, che ha un gusto ben definito, una propria caratterizzazione e un’identità forte che dobbiamo e vogliamo portare avanti.

Come è nata la formula dei Buyer dall’estero con ICE?

L’ICE ha investito tantissimo. 100 buyer internazionali, dagli Stati Uniti, dal Messico, dalla Thailandia, dagli Emirati Arabi e Arabia Saudita. Compratori che ci hanno conosciuto grazie alla piattaforma digitale sulla quale, già da marzo, abbiamo messo in vetrina le aziende. L’ICE fa l’incoming mentre noi abbiamo voluto mettere insieme le loro capacità con una formula che prevedeva una struttura a showroom. Gioca a nostro vantaggio il fatto di organizzare una cena durante la sera come momento di coccola per i buyer per poi dargli l’opportunità di entrare in contatto con il maggiore numero di aziende.

Qual è il significato di M.IT.?

Noi abbiamo lasciato alle aziende un albergo qui vicino dove poter realizzare uno showroom proprio. Questo è proprio il significato di M.IT., cioè “Meet e visit italian brand”. Viene offerta quindi la possibilità di incontrare i marchi all’interno di questo spazio, per poi visitare le aziende. In questo caso, l’azienda è accanto allo showroom e il buyer la vede con i suoi occhi. È questa la novità.

Quali saranno le nuove date?

Immaginiamo il prossimo anno verso maggio, perché la nostra idea è quella di anticipare di qualche mese il tutto per rendere tutto più gestibile. La nostra volontà è riportare e trasferire  il mood dell’azienda. Noi non presentiamo solo il prodotto con annesso il campionario ma vogliamo mostrare l’azienda. Vogliamo far conoscere il made in Italy che c’è dietro a tutte queste imprese anche fuori dai nostri confini e creare una vera e propria relazione. Comunque, non è detto che non faremo un “Road Show” di, magari, tre giorni dove proporre le aziende all’estero, tipo a New York. È una cosa che deve crescere ovviamente. Tendenzialmente chi è già all’interno del CIS ha più vantaggio rispetto alle altre. Questo è il valore aggiunto. Siamo una community, la silicon valley del fashion.

di Cristiano Zanni

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