Qual è l’attuale andamento del settore tessile e abbigliamento? Sergio Tamborini, presidente di Sistema Moda Italia, ha fatto un quadro completo sull’outlook del t&a.
Il Centro Studi di Confindustria Moda ha messo alla luce i dati del 2021 in cui si evidenzia un aumento del fatturato del +18,4%, pari a 52,9 miliardi di euro, rispetto al 2020. Positivo è stato anche l’export nel 2021 che segna un incremento del +18,0%, circa 32,4 miliardi di euro, con una performance della filiera a “monte” a +19,3% e a “valle” a +17,4%.
Mentre il primo bimestre del ’22 segna un aumento dell’export a +15,9%, con 5,3 miliardi di euro. È ovvio che gli attuali scenari economici internazionali sono piuttosto complessi e vedono incerto anche il futuro della filiera.
“Oggi ci sono tensioni fortissime nella supply chain che ancora non si sono scaricate, e si faranno sentire a breve, ed è evidente che è un momento per fare sistema. Nel medio lungo termine l’economia italiana si è rivelata enormemente diversa rispetto a una decina di anni fa ma sta reggendo. C’è poi il discorso della competitività che è aumentata attraverso varie misure. La manifattura made in Italy, in generale, nei primi 15 anni del secolo ha visto costanti cali. Poi dal 2015 c’è stato un importante recupero degli investimenti tecnici, un elemento molto importante grazie all’Industria 4.0 e un aumento significativo della produttività del lavoro nel manifatturiero”, dichiara Marco Fortis.
Con l’avvento del Covid, nel 2020, la produzione si è fermata ma nel 2021 è avvenuto un ampio recupero, registrando ottime performance, anche migliori degli altri Paesi europei. L’inflazione, comunque, rimane un’incognita ma la produzione industriale del t&a ha retto anche nel mese di marzo. Ottimi risultati anche dall’export.
“In un quadro di incertezza legata al conflitto e all’andamento economico, con particolare riferimento al caro energia, i dati delle aziende indicano al momento una tenuta del sistema quando non di crescita. Il 2021 ha recuperato le perdite rispetto all’anno precedente, mentre il primo trimestre dà visione di ulteriore crescita. Il sentiment generale di inizio anno è improntato alla stabilità, condizionato però da come evolverà la scena geopolitica”, afferma Sergio Tamborini, presidente di SMI. “Questa premessa e le crescenti sfide ci spingono, come Sistema Moda Italia, a invocare un ripensamento all’interno dell’intera filiera del tessile abbigliamento, per riconoscere il giusto valore alla manifattura e alla produzione. Il new deal della moda può solo passare attraverso la collaborazione tra il monte e la valle del mercato, ovvero la produzione e i brand, in un’ottica di coesione di filiera e nel rispetto di principi fondamentali come la sostenibilità”.