Sia per l’industria moda che per quella automobilistica e per la casa, i materiali di origine animale, in particolare la pelle, sono ampiamente utilizzati.

La loro produzione, però, porta a un peggioramento ambientale e a un conseguente rischio per la salute pubblica, per non parlare dei trattamenti crudeli verso gli animali presi in considerazione.
A tal proposito, risulta fondamentale studiare alternative responsabili in termini green e di nuova generazione per offrire un prodotto con ottime performance ed estetica.
È stato quindi redatto un report dall’organizzazione no profit Material Innovation Initiative sullo stato del settore nel 2021.
Negli ultimi otto anni il numero di innovatori è aumentato arrivando a un totale di 95 aziende, tra cui 67 specializzate sulla biomimetica della pelle animale, 12 sulla seta, sette sulla lana, sette sulla pelliccia, sei sul piumino e uno su pelli esotiche. E 55 di queste realtà sono nate dopo il 2014, mentre 10 dopo la pandemia di Covid-19.
È logico, quindi, che con l’incremento delle società che si impegnano in quest’ambito, aumentano e si diversificano, a loro volta, anche le tecnologie alla base dei materiali di nuova generazione.
Tutto ebbe inizio dalle piante, o dai loro simili, ma ultimamente le nuove aziende stanno utilizzando micelio e derivati da microbi per creare la loro alternativa alla pelle animale.
Nel 2015, in questo campo, sono stati investiti 2,3 miliardi di dollari e, rispetto al 2020, il 2021 ha visto raddoppiare i suoi investimenti.

Se si continua di questo passo, entro il 2026 si stima che la dimensione del mercato all’ingrosso globale per i materiali di nuova generazione sarà di circa 2,2 miliardi di dollari, rappresentando una quota del 3% di un mercato di oltre 70 miliardi di dollari.
Le maison e i brand fashion
La moda, è ovvio, si fa sentire a riguardo e infatti sempre più marchi dicono no all’utilizzo di alcuni materiali.
Per esempio Burberry, Gucci e Prada hanno vietato la pelliccia, mentre Chanel, Diane von Furstenberg e Gelso non usano molte pelli esotiche.
Dolce & Gabbana si conferma contro pelliccia e angora, mentre Valentino ha annunciato il suo piano che prevede di eliminare completamente l’uso della pelliccia.
Il canadese Canada Goose annuncia di voler diventare fur-free e Moncler punta a presentare l’ultima collezione con pelliccia con la FW 23.
Anche Kering, gruppo alla guida di Gucci, Yves Saint Laurent, Alexander McQueen e Balenciaga, sta vietando l’uso di pellicce animali entro l’autunno 2022. E ancora, il gruppo PVH, che possiede Calvin Klein e Tommy Hilfiger, nega l’angora e pelli esotiche.
Infine, LVMH e Hermès risultano preoccupati per il benessere degli animali decidendo di portare la produzione di pelli esotiche sotto il loro controllo. Infatti, è proprio l’azienda francese di pelletteria di lusso che ha scelto di collaborare con MycoWorks, start-up con sede in California fondata nel 2013, per dar vita a una nuova generazione di pelle di micelio.