Confimprese-EY analizza il marzo del 2022 rispetto a quello del 2019

20 Aprile 2022

L’osservatorio di Confimprese-EY ha analizzato il mese di marzo 2022 rispetto allo stesso periodo del 2019. Si nota, nel ’22, un rallentamento delle vendite chiudendo a -19,3% sul ’19, periodo pre pandemico.

Il settore abbigliamento e accessori evidenzia una discesa a -31,3%, confermandosi come il comparto in maggiore sofferenza e che non mostra (al momento) segni di recupero. Poi la ristorazione a -8,7% e lo stesso per il retail non food, in controtendenza rispetto alle performance dei mesi precedenti. Dopo due anni di crisi, il travel recupera e chiude a -18,6%, mentre i centri commerciali e le high street faticano ancora, chiudendo rispettivamente a -25,8% e -27%. Gli outlet risultano in maggiore crisi, registrando un trend negativo a -28,4%.

Però, di contro, risulta un buon andamento dello shopping di prossimità, cioè le aree periferiche delle metropoli e le province, che chiude a -7,9%. Mentre le abitudini di acquisto al nord est registrano un andamento negativo (-28,8%), seguito da nord ovest (-19,9%) e centro (-17,4%). Il sud, invece, chiude a -6,6%. Si conferma come città peggiore Padova (-37%), mentre Napoli come migliore (+35,4%).

Il trend sui consumi degli italiani di marzo 2022, paragonato allo stesso periodo del 2019, dunque un anno prima dello scoppio della pandemia, registra dati ancora negativi a -19,3%, con il record del settore abbigliamento e accessori a -31,3%. Nonostante gli ultimi due anni abbiano profondamente mutato le abitudini di consumo degli italiani, sempre più orientati a fare acquisti in modalità digitale, i dati ci evidenziano anche la volontà dei consumatori di tornare a valorizzare il proprio tempo libero. Un trend dimostrato dalla ripresa del travel a -18,6% e l’aumento dei consumi nelle città del sud, con Napoli che fa registrare l’unico trend con segno positivo tra le città italiane a +35,4%, grazie anche all’apertura di nuovi punti vendita”, spiega Stefano Vittucci, consumer products and retail sector leader di EY in Italia.

La situazione geopolitica, con il conseguente aumento dei costi di energia, materie prime e trasporti, sta mettendo in seria difficoltà il comparto del commercio. Si evidenzia, infatti, come nel primo trimestre del 2022 vs 2019 il trend raggiunga -18,2%, segnando una nuova battuta d’arresto.

Per quanto riguarda i settori merceologici, “anche il primo trimestre marzo ‘22 e ‘19 mostra risultati analoghi a quelli rilevati nel mese con un costante peggioramento di abbigliamento-accessori fermi a -30,9%, la ristorazione a -8,5% e il retail non food che conferma il riallineamento con i livelli pre-pandemia e raggiunge la parità a +0,7%”, si legge in una nota ufficiale. Ciò sta a significare che bisogna capire come far rialzare il settore fashion.

“Il mese di marzo mostra un discreto recupero della ristorazione, che peraltro deve affrontare significativi problemi sul lato dei costi e della disponibilità di materie prime ed energia. Conferma, invece, una fortissima contrazione il comparto abbigliamento-accessori, che vede ulteriormente aggravarsi la situazione. Questo scenario desta preoccupazione, anche perché aggravato dall’aumento dall’inflazione e dal conflitto in Ucraina, che pone seri dubbi su una ripresa a breve termine del retail. Un segnale di distensione arriva dal travel, che con una flessione contenuta del -18,6%, fa ben sperare in un ulteriore recupero nei prossimi mesi, che saranno cruciali sia per l’andamento della situazione geopolitica sia per quello dei consumi”, commenta Mario Maiocchi, direttore Centro studi retail di Confimprese.

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