Secondo il report della società di consulenza Brand Finance, il settore dell’abbigliamento sta progressivamente cambiando aspetto.
Si nota, infatti, che i marchi sportswear (+10%, da 68 miliardi a 74 miliardi di dollari) e luxury (+21%, da 103 miliardi a 125 miliardi di dollari) stanno aumentando sempre di più, mentre il fast fashion (sceso al 7%, da 44 miliardi a 41 miliardi di dollari) sta perdendo colpi.
“Dall’inizio della pandemia, le dinamiche di mercato nel settore dell’abbigliamento sono cambiate enormemente. Con il comfort al centro della strategia di marketing, i marchi del lusso e dello sport hanno dominato l’adempimento delle consegne online. Concentrarsi sulle campagne di marketing social-first ha consentito ai marchi di mantenere il successo anche durante la pandemia”, dichiara Richard Haigh, amministratore delegato di Brand Finance.
Lo sportswear
Durante il periodo di pandemia questo tipo di abbigliamento ha visto un incremento delle vendite perché il consumatore, trascorrendo più tempo a casa, prediligeva un outfit più confortevole.
Infatti, Nike ha subito un aumento del suo valore del +9% (33,2 miliardi di dollari), classificandosi al primo posto. Inoltre, Puma ha visto un incremento del +13% (4,5 miliardi di dollari), adidas del +2% (14,6 miliardi di dollari) e Lululemon del +28% (4,2 miliardi di dollari).
Infine, i brand più piccoli sono quelli in più rapida crescita: Skechers (+68%, 3,2 miliardi di dollari) e Li Ning (+ 68%, 2 miliardi di dollari).
Il fast fashion
Quest’anno il valore dei principali marchi “fast fashion” – come Zara (-1%, 13 miliardi di dollari), H&M (+3%, 12,7 miliardi di dollari), Uniqlo (-26%, 9,6 miliardi di dollari) e Primark (-10%, 2,2 miliardi di dollari) – ha visto un calo (o un assestamento).
La domanda dei consumatori per lo shopping online, durante Covid-19, è aumentata per via delle continue restrizioni, che costringevano a rimanere a casa, e della chiusura dei negozi fisici. Il problema è che molti di questi brand hanno riscontrato una serie di difficoltà con questo tipo di vendita. E l’aumento dei costi della logistica e di consegna ha peggiorato la situazione.
Il lusso
I consumatori sono disposti a comprare un prodotto di abbigliamento “luxury”. Questo perché molti di loro non sono riusciti a spendere per andare in vacanza, per esempio.
Louis Vuitton si attesta al primo posto con un valore del marchio in aumento del +58%, a 23,4 miliardi di dollari. Lo seguono Gucci (+16%, 18,1 miliardi di dollari) e Armani (+9%, 3,3 miliardi di dollari), Boss (+54%, 1,7 miliardi di dollari), Bottega Veneta (+25%, 1,7 miliardi di dollari) e il marchio di gioielli Van Cleef & Arpels (+37%, 1,7 miliardi di dollari).