Ucraina-Russia: supporto per le imprese italiane in crisi

29 Marzo 2022

Le criticità dovute a import ed export

È stata attivata dal MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) una “Unità di Crisi” per supportare le imprese italiane, anche del fashion system, che a seguito dello scoppio del conflitto Ucraina-Russia stanno riscontrando problemi riguardanti l’import con Russia, Bielorussia e Ucraina.

Grazie a questa iniziativa le imprese interessate potranno segnalare le difficoltà riscontrate al numero verde o alla mail predisposta.

Lo stesso anche per quanto riguarda le problematiche per l’export, per cui il MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), presso la Farnesina, ha istituito una “Unità di crisi per le imprese” per aiutare tutte le aziende esportatrici che potranno comunicare tutto alla casella di posta elettronica dedicata.

Le principali criticità emerse relative a questo tema sono: blocco delle attività generale da parte dei trasportatori, insolvenza dei clienti a causa della svalutazione del rublo, limitazioni alle transazioni finanziarie, annullamento degli ordini, aumento dei costi dell’energia, comportamento del sistema assicurativo e bancario a discapito delle PMI italiane, blocco delle esportazioni dei beni a duplice uso verso Russia e Bielorussia, import di componentistica dalla Cina e dei prodotti finiti dal Far-East che subiranno rincari e blocchi. Ci sono state anche ripercussioni sulle aziende che hanno fatto investimenti in e-commerce con sbocchi commerciali nei Paesi in conflitto.

La proposta di Federazione Moda Italia

Conseguentemente alla diminuzione dei flussi turistici causati dalla pandemia e dalla guerra, Federazione Moda Italia-Confcommercio, anche in occasione dell’incontro settoriale sul tessile-moda, ha rilanciato la sua proposta di dimezzare la soglia minima di accesso al tax free shopping in Italia (da 154,94 euro a 70,00 euro).

Nel Bel Paese, infatti, la soglia di spesa per l’acquisito di prodotti senza iva è attualmente la più alta in vigore in Europa. Negli altri Paesi della UE, invece, come Spagna, Germania e Irlanda il limite di spesa è pari a zero o basso come nel caso di Portogallo, Belgio, Paesi Bassi e Grecia (con soglia di 50 euro). La Francia, invece, di recente ha ridotto il proprio limite di spesa a 100 euro.

Come si legge in un comunicato ufficiale, “da una ricerca di Mercatus è emerso che una riduzione della soglia di spesa italiana a 70 euro attraverso modifica normativa dal costo di 13,2 milioni l’anno potrebbe generare una maggiore attrattività del Sistema Paese per lo shopping tax free, con conseguenti ricadute positive su tutta la filiera, dovute all’aumento della domanda e della propensione allo shopping”.

Russia e Ucraina

La Russia, nel 2019, rappresentava la seconda nazionalità per acquisti – contando un 12% del totale del mercato – e lo shopping nel 2018, invece, aveva registrato +8% rispetto al 2018. Dati che offrivano potenziali prospettive di crescita.

Da gennaio 2021 a febbraio 2022, causa restrizioni dovute alla pandemia, il volume di acquisti tax free dei russi in Italia è diminuito rispetto al 2019, facendo registrare comunque uno scontrino medio pari a 1.215 di euro (+78% rispetto al 2019).

Il fashion è stato il settore preferito dai viaggiatori russi nel 2021 (87%), mentre la loro meta prediletta per lo shopping è stata Milano con vendite totali del 39%, poi Roma con il 17%.

Per quanto riguarda il turista ucraino, invece, lo scontrino medio è stato pari a 1.088 euro in crescita del +45% rispetto al 2019. Anche loro hanno preferito il capoluogo lombardo come luogo per lo shopping dove ha registrato il +43% degli acquisti tax free totali, seguita da Roma con il 16% (vs il 15% del 2019).

Infine, in termini di scontrino medio elevato, Firenze ha avuto un budget di 1.678 euro, seguita da Venezia (1.567 euro) e Milano (1.520 euro). Anche per i turisti ucraini la categoria merceologica prediletta è stata il Fashion & Clothing 78% (86% nel 2019), seguita da Watches & Jewellery con il 17% (+8% nel 2019).

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