Nell’immagine in evidenza due proposte FW 22/23 di Balenciaga
La guerra continua. Tuttavia la moda non si ferma e si fa sentire.
Il conflitto scoppiato il 24 febbraio ’22, durante la MFW, ha preso alla sprovvista i più, e molte sono state le critiche rivolte a quei marchi che non hanno fermato – o almeno modificato – i piani delle presentazioni. A eccezione di nomi come Giorgio Armani (con la sfilata muta) ed Elisabetta Franchi (con un commento nel backstage).
Comunque sui social, la vicinanza al Paese ucraino si è fatta sentire e tante persone, in tutto il mondo, sono scese in piazza al fianco della bandiera azzurra e gialla.
Intanto a Parigi…
Balenciaga – la tempesta di neve
La sfilata parigina della maison è un urlo straziante. Demna, scappato a soli 12 anni dal suo Paese natale (Sukhumiin – Georgia, nell’ex repubblica sovietica) per rifugiarsi in Germania a seguito della guerra civile, conosce molto bene lo scenario bellico e, quella dell’Ucraina è una situazione analoga a quella che ha già vissuto.

I modelli camminano attorno a un cerchio di neve (finta) mentre la tempesta si accanisce su di loro e, in un climax crescente, rende tutto più triste e angosciante. Incrementato dalle colonne sonore Slavonic in E. Minor Dances di David Kadouch, 360° e Storm di BFRND.
Ragazzi e ragazze indossano la FW 22/23 – ideata e progettata mesi fa – che vede protagonisti leggings, abiti di chiffon e grandi giacche dalle spalle oversize. Ai piedi tacchi altissimi – scomodi per camminare controvento – e in spalla borse nere di plastica, come sacchi della spazzatura che contengono tutti gli averi. Una bufera che però non attacca il pubblico presente che, protetto da un vetro, si trova seduto, al caldo e al sicuro.
A chiudere sono due abiti, uno giallo e uno azzurro. Poi il buio.
Valentino – l’amore è la risposta
È il momento di Pierpaolo Piccioli, designer di Valentino, che (come tanti) era in dubbio se sfilare o meno. Alla fine la scelta saggia: “Lavorare e donare, questo dobbiamo fare”.
Poco prima dell’inizio dello show, infatti, ha ribadito la sua vicinanza all’Ucraina: “Il nostro pensiero va a coloro che stanno soffrendo. Ti vediamo, ti sentiamo e ti amiamo, ora più che mai l’amore è la risposta”.
E infatti, la passerella si tinge di rosa acceso, spesso usato dallo stilista, tant’è che Pantone in suo onore ha deciso di lanciarlo con il nome “Pink PP”.
di Sara Fumagallo