Si conclude l’edizione di febbraio di White – Sign Of The Times con 18.850 visitatori, un incremento di buyer del +24% rispetto a settembre 2021 e un +45% di presenze grazie al lancio di WSM.
Una stagione che vede format, location e contenuti innovativi uniti alla continua ricerca di brand rappresentativi delle tendenze che verranno. Sono stati poi talk, workshop e momenti di formazione a implementare l’attrattività della fiera.
È stata, inoltre, la prima volta che all’interno dei suoi spazi (di 18.000 mq totali) ha ospitato WSM – White Sustainable Milano, il progetto “Fashion Tech” dedicato alla filiera produttiva sostenibile e alle nuove tecnologie a supporto della transizione ecologica e tecnologica delle PMI.
“È il momento di guardare con attenzione ai nuovi obiettivi finalizzati alla decarbonizzazione, sostenendo le aziende del tessuto produttivo del nostro Paese. Sono orgogliosa di essere italiana e di poter dare il mio contributo in un momento così importante per l’Italia, seconda in Europa per la manifattura e la prima nella moda. È prioritario sostenere le aziende della filiera che lavorano costantemente per trovare nuove tecnologie al fine di ridurre le emissioni. L’obiettivo di questo Ministero è quello di costruire un percorso condiviso con le imprese per sostenerle ma soprattutto accompagnarle in questo importante processo d’innovazione responsabile”, afferma Vannia Gava, sottosegretaria di Stato del Ministero della Transizione Ecologica.
Per quanto riguarda i buyer il risultato è molto positivo. Anche da Paesi extra-europei, si è vista un’ampia affluenza di compratori qualificati e rilevanti come: Lane Craw, Harvey Nichols Dubai, Bergdorf Goodman NY Nieman Marcus Dallas, Buying office di Lane Crawford Hong Kong-Mainland China, The Webster Miami-NY, Murkudis Berlino, Voo Store Berlino, Ounass.com Dubai, Saks Fifth Avenue Dubai, Matches Fashion Londra, Illum Copenhagen, Tom Greyhound Parigi e Corea, Pompeu Malaga, Antonia Lage Portogallo, Jacques Loup Cannes.
“La moda è tra le massime espressioni della bellezza tipicamente italiana, perché racconta e rappresenta quell’immenso patrimonio custodito nelle mani di imprese – anche piccole – che con il loro saper fare hanno reso tanto grande il nostro Paese agli occhi del mondo. Non mi stancherò mai di ripeterlo: la moda è cultura. È per questo che le istituzioni di ogni livello devono al comparto ancora più attenzione e sostegno, affinché il forte potenziale espresso dalle sue eccellenze lungo tutta la filiera venga messo a sistema e il settore possa funzionare da molla per l’economia del Paese. In questi mesi sono stati messi in piedi una serie di interventi per cercare di aiutare il settore e ci sono sul tavolo strumenti importanti per proseguire in questa direzione”, dichiara Lucia Borgonzoni, sottosegretaria di Stato per la Cultura.
Un’edizione zero dal punto di vista della visione e dei linguaggi. È qui che infatti prende forma un percorso condiviso con le aziende e finalizzato a una concreta transizione ecologica. Una manifestazione caratterizzata da una progettualità significativa, alimentata e sostenuta da tre partnership trasversali: BMW (sustainable mobility partner), Scalapay (innovative fintech partner) e Brandart (sustainable packaging partner).
“Questo risultato è importante. Dimostra ancora una volta che progettualità e sistema sono le chiavi di un lavoro di successo, anche in un momento storico così particolare.
Stiamo procedendo con coerenza rispetto ai nostri piani di sviluppo e di evoluzione della visione della settimana della moda che da tempo concepiamo come un Fashion Expo unico nel sistema internazionale. Siamo in costante dialogo con le istituzioni e i maggiori attori della città e delle imprese di moda affinché l’intuizione di ‘Sign of the Times’ si trasformi in una realtà pragmatica e innovativa. Mi auguro che oggi Milano realizzi la rilevanza della partita che sta giocando, ne colga l’opportunità strategica nel confronto con le altre capitali del fashion, in primis Parigi, e continui su questa strada”, conclude Massimiliano Bizzi, founder di White.