Russia-Ucraina: export T&A made in Italy 2021

28 Febbraio 2022

Nei primi 11 mesi del 2021, le esportazioni di tessile & abbigliamento verso l’area Russia-Ucraina hanno superato complessivamente il miliardo di euro.

In Russia

Da sempre il T&A made in Italy, specialmente quello femminile, risulta il settore predominante per il mercato Russo. Dopo aver superato il miliardo di euro nel 2018, l’export destinato alla Federazione Russa, conseguentemente alla pandemia da covid-19, ha accusato un calo del -17,0% nel 2020.

Le esportazioni avvenute nel lasso di tempo gennaio-novembre 2021 hanno avuto un incremento del +14,6% per un totale di 870 milioni di euro, ma rispetto allo stesso periodo del 2019 è stato registrato un calo del -4,1% (-37,4 milioni in valore assoluto).

Momento in cui l’export Russo ha inciso per il 2,9% sul totale esportato settoriale, al nono posto del ranking prima della Corea del Sud e dopo Regno Unito e Hong Kong.

L’88,5% delle esportazioni in Russia riguarda il prodotto finito cioè confezionati, maglieria, intimo e calze, mentre il rimanente 11,5% è costituito da semilavorati tessili.

In Ucraina

Dopo aver superato i 170 milioni di euro nel 2019, l’export nazionale di TA ha contenuto la flessione al -10,8% nel 2020 registrando una performance migliore della media settoriale (-16,3%).

Il periodo gennaio-novembre 2021 ha visto le vendite di TA arrivare a 166 milioni di euro (+19,0%) e, rispetto allo stesso periodo del 2019, risultano superiori del +5,9% (circa 9,2 milioni in valore assoluto). Situazione che riassume il +7,5% registrato dall’abbigliamento e di un -2,5% rilevato per il tessile.

Anche in Ucraina, con una percentuale dell’85%, prevale l’export di prodotti finiti.

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