Confimprese: le cifre del retail sono positive e lungimiranti

29 Settembre 2021

A dichiararlo è Confimprese. Nel 2021 i suoi associati inaugureranno 828 nuovi punti vendita, ciò significa un incremento di quasi l’8% rispetto al numero di negozi attuale.

Il comparto con il valore di aperture più significativo è quello di abbigliamento e accessori con 190 punti vendita, seguito da ristorazione con 185 e casa e complementi d’arredo con 109. Vengono poi cura persona/beauty, servizi, elettronica/telefonia ed entertainment.

“L’Italia è la locomotiva d’Europa trainata da industria ed export. Il confronto tracciato da Istat in questi giorni con Francia e Germania, cresciute rispettivamente dell’11% e dell’8% contro il 18% dell’Italia, accredita la tesi che si tratti di ripresa e non di un rimbalzo. Nel retail il benchmark sull’anno pre-covid è ancora negativo ma la strada è comunque segnata e indica che il governo Draghi tranquillizza l’Europa e l’Italia, convince il mondo dell’industria e del commercio, generando lavoro e stabilità”, afferma il presidente di Confimprese, Mario Resca.

E la Lombardia viene eletta regione principe per aperture concentrate in abbigliamento/accessori e ristorazione.

Per quanto riguarda le chiusure

In totale entro il 2021 sono 255 le chiusure dichiarate contro le 428 previste a inizio anno e si sono concentrate per lo più nel primo semestre del 2021 (60% del totale) rallentando poi nel secondo. I livelli di stop più significativi si registrano nell’entertainment con un valore pari al 5,7% della rete, seguito da abbigliamento/accessori pari al 3% della rete, ristorazione (1,6% della rete), elettronica/telefonia (2,9% della rete), cura persona/beauty (2,7% della rete).

Le location designate

I centri commerciali sono il contenitore predominante negli opening dei retailer: li sceglie infatti il 38% di loro. Subito dopo le vie dello shopping delle grandi città con un’incidenza delle nuove aperture con previsione di aumento di circa 3,5 punti percentuali nel 2° semestre 2021 rispetto al primo. Stabili rispetto alle stime del primo semestre i negozi di prossimità nelle città di provincia (16%). Mentre migliorano di un punto percentuale gli outlet che arrivano all’8%.

E conclude Marco Di Dio Roccazzella, shareholder e managing director Jakala,“Entro 3 anni il 95% dei retailer sarà in grado di automatizzare i processi, acquisendo capacità decisionali più affidabili. Dall’Osservatorio Jakala emerge che il 47% dei consumatori italiani ritiene molto importante che il brand interagisca in modo personalizzato: la customer experience, personalizzata e signature è un fattore critico di successo. Ne consegue un maggior peso del canale digitale da cui dipende l’aumento dell’importanza di raccolta e attivazione dei dati. Analytics, machine learning e intelligenza artificiale applicati a campagne marketing migliorano i risultati, riducendo, per esempio, del 29% il costo delle campagne media advertising. Il ritorno sugli investimenti delle campagne personalizzate per propensione all’acquisto è 2,6 volte maggiore rispetto alle campagne mass. Le aziende del retail dovranno essere in grado di cogliere l’opportunità degli oltre 40 miliardi del Pnrr disponibili per investimenti in digitalizzazione”.

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