Per contenere l’emergenza in atto numerose attività commerciali scelgono di sostenere il decreto approvato lo scorso 23 febbraio e chiudere per arginare la diffusione del virus che sta affliggendo l’Italia e il resto del mondo.
Sono tante le realtà che, scelgono di chiudere volontariamente i propri esercizi. Calzedonia estende il provvedimento di chiusura dei punti vendita a tutta la Penisola, così l’azienda cosmetica Kiko chiude i 340 monomarca fino al prossimo 3 aprile.
“Senza allarmismi e paura ma con serietà e razionalità abbiamo deciso di fare quanto in nostro potere per tutelare al massimo la salute dei nostri clienti e dei nostri dipendenti, nonostante il considerevole impatto economico – spiega Cristina Scocchia, amministratore delegato di Kiko- Siamo fiduciosi che potremo tutti tornare presto a essere più forti di prima. Ma per farlo, adesso è doveroso fermarci. Ringraziamo i medici e il personale sanitario che in questi giorni sono instancabilmente in prima linea”.
Anche il fondatore del gruppo Capri, Nunzio Colella sostiene la presa di posizione. Così il Gruppo Armani chiude negozi, ristoranti e hotel nel capoluogo meneghino.